Un miglioramento del 31,8% negli FPS minimi durante una partita a Civilization VI: è questo il risultato ottenuto grazie a un nuovo boost Linux pensato per Steam Deck, che agisce in modo dinamico sui singoli core della CPU. A firmare la proposta è David Vernet, che ha presentato quattro patch RFC destinate al driver AMD P-State di Linux. Oltre all’incremento sull’1% low, i test hanno mostrato anche un ulteriore guadagno del 4,1% nel frame time p99, un dettaglio che pesa parecchio quando si parla di fluidità percepita.
Come funziona il meccanismo eppboost
La funzione porta il nome di eppboost e il suo compito è tenere d’occhio la residenza C0 per capire quali core stanno lavorando davvero. Nello specifico va a caccia di quelli occupati almeno al 50%, con un campionamento che avviene al massimo ogni 10 millisecondi. Nel momento in cui rileva un carico abbastanza consistente, imposta temporaneamente l’EPP del core interessato sul profilo performance. Poi, passati 300 millisecondi senza nuovi segnali di attività, il valore torna com’era prima. Un approccio quindi molto reattivo, che interviene solo quando serve e per il tempo strettamente necessario.
I test A/B raccontati da Vernet sono stati fatti su Steam Deck LCD, la versione basata sull’APU AMD Van Gogh, con AMD P-State in modalità active ed EPP configurato su balanceperformance. La scelta di Civilization VI non è casuale: si tratta di un carico limitato soprattutto dalla CPU, e per questo è stato usato il benchmark grafico integrato. Ogni configurazione è passata sotto esame sei volte, alternando i confronti e valutando i numeri con il test t di Welch, giusto per avere risultati solidi e non frutto del caso.
Numeri, limiti e come provarlo
Con eppboost attivo la frequenza mediana del core principale è salita da 2,43 a 3,5 GHz. Un salto che si è fatto sentire soprattutto sull’1% low e sul frame time p99, mentre gli FPS medi e il valore p999 sono rimasti praticamente dove stavano. Tradotto: il vantaggio si concentra sulle prestazioni minime, quelle che di solito rovinano l’esperienza con cali improvvisi, ma sempre entro i confini di questo specifico gioco e di questo specifico test.
Vale la pena ricordare che AMD P-State gestisce le indicazioni su prestazioni e consumi delle CPU AMD passando per l’interfaccia CPPC. Il nuovo meccanismo è opt-in, lavora nella modalità active e riguarda i sistemi che supportano CPPC tramite MSR. Lo stato può essere controllato anche tramite sysfs, lasciando così a utenti e sviluppatori la libertà di accenderlo o spegnerlo a piacere.
Le quattro patch sono state pubblicate il 28 luglio 2026 sulla mailing list linux-pm e per ora restano una proposta RFC. Non sono ancora integrate nel kernel Linux e nemmeno distribuite da Valve tramite un aggiornamento ufficiale di SteamOS. Per metterle alla prova, insomma, servono un kernel modificato e il parametro AMDpstate.epp_boost=1. Resta poi tutta da verificare l’efficacia su altri titoli, su dispositivi diversi e su altri processori AMD, cosa che andrà misurata caso per caso.


