Google ha presentato Lyria 3.5, il suo nuovo modello di generazione musicale basato sull’intelligenza artificiale, che promette di migliorare in modo netto qualità dei brani, testi e resa vocale all’interno di Flow Music. L’annuncio è arrivato mercoledì 29 luglio, con l’azienda che parla apertamente di una generazione di canzoni di qualità superiore rispetto alla versione precedente. In pratica il modello punta a suoni più complessi e a un risultato che, a detta di Google, dovrebbe sembrare molto più naturale all’orecchio.
Non si tratta solo di rifiniture cosmetiche. Google ha spiegato di aver lavorato soprattutto su due fronti. Il primo riguarda la cosiddetta aderenza al prompt, ovvero la capacità del sistema di restare fedele a quello che chi lo usa gli chiede, senza sbandare verso testi che non c’entrano nulla con l’idea di partenza. Il secondo fronte è la consapevolezza strutturale del brano, che dovrebbe rendere la costruzione della canzone più coerente. Le voci, poi, sono descritte come più espressive, con miglioramenti anche sul modo in cui vengono pronunciate le parole.
Lyria 3.5: più controllo creativo per chi produce con Flow Music
Il vero punto di forza sbandierato da Google è il controllo creativo. Con Lyria 3.5 chi crea musica può intervenire con maggiore facilità su tempo e durata del brano. Ci sono opzioni per modificare le voci, la batteria e il basso della traccia generata dall’intelligenza artificiale, dettagli che fanno la differenza quando si cerca un suono su misura. Cambia anche la lunghezza dei pezzi, che ora spazia dai 30 secondi fino a tre minuti. Il tutto è già in fase di distribuzione dentro Flow Music a partire da quella stessa giornata.
Vale la pena ricordare come si è arrivati fin qui. A febbraio Google aveva debuttato con Lyria 3, partendo forte con la possibilità di generare brani fino a 30 secondi a partire da testi scritti o addirittura da foto. Già allora si parlava di gestione dei testi, controllo dello stile e di un audio definito più realistico. Alcune di quelle caratteristiche restano vive anche nella nuova versione. Chi usa il sistema può ancora descrivere l’atmosfera che ha in mente, con richieste tanto libere quanto bizzarre, tipo un pezzo R&B scherzoso su un calzino solitario.
Dopo il lancio di Lyria 3 a febbraio, Google si era mossa in fretta per portarlo su Dream Track dentro YouTube Shorts. Qualche mese più tardi era arrivato anche su Google Vids, affiancato dal modello Veo 3.1. Proprio in quel contesto il ruolo di Lyria si era rivelato particolarmente comodo per chi monta video e ha bisogno di una base o di una colonna sonora breve, dai 30 secondi fino ai tre minuti.


