Una nuova campagna di sextortion ha iniziato a colpire anche gli utenti italiani, e stavolta con modalità mai viste prima nel nostro Paese. A segnalarlo è stato il Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale, che parla di un debutto assoluto per questo tipo di truffa sul territorio nazionale. Tutto parte da una email dal titolo piuttosto inquietante, scritta in inglese: Non sei stato molto attento ai link che hai aperto.
Come funziona la truffa che spaventa gli utenti italiani
Chi c’è dietro questa campagna di sextortion gioca sporco fin dalle prime righe. I truffatori si spacciano per il famigerato gruppo criminale ShinyHunters e sostengono di avere in mano informazioni riservate sulle attività online delle vittime. Il tono è studiato per mettere ansia, ed è proprio questo il punto. Ecco un estratto tradotto dal messaggio che sta girando in questi giorni.
Qualche mese fa, abbiamo avuto accesso ai tuoi dispositivi e abbiamo iniziato a monitorare le tue attività online. Ecco cosa è successo: Abbiamo avuto accesso al tuo dispositivo. Non sei stato molto attento ai link che hai aperto.
Da qui il racconto si fa sempre più minaccioso. Vengono citati presunti malware installati sui dispositivi, telefono compreso, con tanto di accesso a microfono, fotocamera e a ogni tipo di dato personale. Il punto è che questi malware, semplicemente, non esistono. È tutta una messa in scena.
Una settimana dopo, abbiamo installato un malware sui tuoi dispositivi, incluso il tuo telefono, ottenendo l’accesso al microfono, alla fotocamera e a tutti i tuoi dati. Abbiamo le tue foto, la cronologia di navigazione, le conversazioni e la lista dei contatti.
Il ricatto e la richiesta di pagamento in Bitcoin
A questo punto entra in scena il vero e proprio ricatto. I criminali affermano di aver notato visite frequenti a siti per adulti e di aver realizzato dei video compromettenti sfruttando la fotocamera. Materiale che, va ribadito con forza, non è mai stato registrato perché non esiste alcun accesso ai dispositivi.
Tra le altre cose, abbiamo scoperto che visiti frequentemente siti web per adulti e guardi video espliciti. Siamo riusciti a registrarti e abbiamo creato dei video in cui ti masturbi. Con pochi clic, possiamo condividere questi video con i tuoi amici e familiari o persino renderli pubblici.
La email si chiude con la richiesta di denaro, il classico epilogo di ogni truffa di questo tipo. Ai destinatari viene chiesto un pagamento in Bitcoin per evitare la diffusione del filmato inesistente.
Proposta: inviaci EUR 1.759 in Bitcoin (circa 1.800 euro) al seguente indirizzo. Hai 48 ore di tempo dal momento in cui apri questa email. Una volta ricevuto il pagamento, rimuoveremo il malware dai nostri dispositivi.
Il problema, come spesso accade, è che qualcuno si lascia prendere dal panico e finisce per pagare. Ed è esattamente quello che i truffatori sperano. Il consiglio, di fronte a messaggi di questo genere, è sempre lo stesso: ignorarli e cancellarli subito, senza rispondere e soprattutto senza effettuare alcuna transazione. Nessun pagamento, nessun contatto, niente di niente. È l’unico modo per non dare corda a chi cerca di guadagnare sulla paura altrui.







