La città con più scooter in Italia non è quella che verrebbe da immaginare pensando alle immagini più classiche del traffico urbano. Si infilano tra le macchine incolonnate, azzardano qualche sorpasso e sistemano il problema del traffico in un attimo. Chi usa lo scooter non guarda nemmeno il meteo, perché piova o ci sia un sole che spacca l’asfalto resta il mezzo preferito per muoversi. E pazienza se poi trovare parcheggio diventa un’impresa. La praticità vince su tutto, tanto che in certi centri urbani le auto sono ormai una scelta di ripiego.
I luoghi comuni e la televisione spingerebbero a puntare tutto su Roma e Napoli. La realtà però racconta un’altra storia, come emerge dal rapporto dell’Osservatorio Focus2R, l’indagine curata da ANCMA e Legambiente insieme ad Ambiente Italia. È il punto di riferimento per mappare la mobilità a due ruote nei capoluoghi del Paese, e per trovare la prima della classe bisogna guardare a nord.
Il record di Imperia e il primato della Liguria
Il titolo va a Imperia, dove si contano oltre 31,5 scooter ogni 100 abitanti. Nella cittadina ligure il motorino è ufficialmente il mezzo più usato per gli spostamenti di tutti i giorni, con le automobili relegate al secondo posto. E sul terzo gradino del podio non ci sono nemmeno le biciclette, ma i monopattini, sempre più presenti nella routine quotidiana di chi ci vive.
Il primato di Imperia, del resto, si inserisce in un contesto regionale ben preciso. La Liguria va forte sulle due ruote a motore, non è un caso isolato. Subito dietro trova spazio Savona, e i dati Istat confermano fin dal 2023 numeri da record per il tasso di motorizzazione della regione. Fuori dai confini liguri, le altre città con un’alta concentrazione di scooter sono La Spezia, Pesaro, Rimini, Trieste e Agrigento. Una geografia che smentisce parecchie idee radicate su dove davvero comandino le due ruote.
Pochi parcheggi e sharing quasi inesistente
Nonostante questi numeri, l’organizzazione urbana di Imperia fatica a stare al passo con le esigenze di chi guida. Il nodo vero resta quello della sosta. In città si contano appena 62 stalli dedicati ogni mille abitanti, una quota troppo bassa per reggere il volume di veicoli che circolano ogni giorno. Chi arriva a destinazione, insomma, si ritrova a girare in cerca di uno spazio libero, e non è affatto scontato trovarlo.
A complicare il quadro c’è anche l’assenza totale del comune dalle classifiche virtuose per lo scooter sharing. Si tratta di un settore che in quella zona stenta ancora a decollare, quasi non pervenuto. Un peccato, considerando quanto il motorino sia entrato nelle abitudini della gente del posto. Il paradosso è tutto qui, una città che vive di due ruote ma che sulle infrastrutture arranca, tra parcheggi contati e servizi condivisi che non arrivano.


