La settimana è partita con il piede sbagliato per chi possiede una console Xbox, complice un disservizio globale che lunedì ha mandato in tilt la piattaforma di gaming targata Microsoft. Ora che tutto è tornato alla normalità, però, vale la pena capire cosa sia successo davvero dietro le quinte, perché le cause non sono affatto banali e soprattutto non sono da attribuire direttamente a chi ci si aspetterebbe.
A fare chiarezza ci ha pensato la stessa azienda di Redmond, e non con un comunicato generico ma con parole precise. A parlare è stato Van Vliet, il CTO di Xbox, che tramite un lungo intervento pubblico ha ricostruito la vicenda punto per punto. Il nocciolo della questione è tanto semplice quanto sorprendente. Il blackout non nasce da un errore interno a Microsoft, bensì da un problema riscontrato da uno dei suoi partner esterni. Nello specifico, uno dei fornitori che si occupa della gestione delle licenze ha avuto un intoppo tecnico che ha innescato l’effetto domino.
Una situazione definita inaccettabile
Non è mancata l’autocritica, va detto. Lo stesso Vliet ha usato una parola pesante per descrivere quanto accaduto, definendo il tutto semplicemente inaccettabile. Poi sono arrivate le scuse rivolte a tutti i giocatori rimasti a bocca asciutta, quelli che magari avevano ritagliato mezza giornata per una sessione tra amici e si sono ritrovati davanti a un muro digitale.
Il meccanismo del guasto merita due righe, perché aiuta a capire perché il disagio sia stato così diffuso. Quando il servizio del partner ha smesso di funzionare correttamente, è saltata la verifica delle licenze degli utenti. In pratica il sistema che controlla se un giocatore ha effettivamente il diritto di avviare un titolo si è bloccato. Il risultato è stato una paralisi quasi totale. Impossibile accedere ai contenuti digitali, ma anche a quelli che, pur essendo posseduti fisicamente, richiedono comunque un controllo online per partire.
Ed è proprio questo il punto che fa più discutere tra i giocatori. Non stiamo parlando soltanto di chi acquista giochi in formato digitale, ma anche di chi ha il disco fisico tra le mani. Quando la verifica passa comunque dalla rete, un problema come questo mette tutti sullo stesso piano, indipendentemente da come si sia scelto di comprare i propri giochi.
La spiegazione fornita da Microsoft, in ogni caso, sposta buona parte della responsabilità su un anello esterno della catena. Una precisazione che serve a chiarire le cose, anche se per l’utente finale il risultato pratico non cambia. Chi si è ritrovato senza Xbox funzionante lunedì ha comunque subito il disagio, a prescindere da chi abbia materialmente commesso l’errore. La macchina, adesso, è tornata a girare regolarmente e l’emergenza appartiene al passato.


