Chi guida un’auto elettrica difficilmente torna indietro, e i numeri del 2026 lo confermano in modo piuttosto netto. Chi ha acquistato una vettura nuova quest’anno si dichiara più soddisfatto rispetto al passato, ma la vera sorpresa arriva proprio da chi ha scelto la spina. La soddisfazione delle auto elettriche ha raggiunto livelli mai visti prima, staccando in modo evidente le concorrenti a benzina e diesel.
A dirlo non è una sensazione, ma lo studio APEAL 2026 firmato J.D. Power, quello che misura l’impatto emotivo e la contentezza durante i primi 90 giorni al volante. L’indagine ha coinvolto ben 78.514 automobilisti alle prese con i modelli 2026, mettendo sotto la lente 37 aspetti diversi. Si parte dalla comodità del sedile fino ad arrivare a quell’effetto “calcio nella schiena” che si sente premendo il pedale.
Il divario tra elettrico e termico
Il responso lascia poco spazio ai dubbi. Le auto elettriche superano quelle a combustione in quasi tutti i parametri, ma è sul motore che si consuma il distacco più clamoroso. Parliamo di 109 punti di scarto su una scala da mille, tutti a favore delle EV. Era prevedibile? Difficile stabilirlo con certezza. Quel che emerge chiaro è che il silenzio del motore, insieme alla prontezza e alla fluidità di erogazione, fa apparire vecchio praticamente qualsiasi quattro cilindri a benzina.
C’è poi un altro dato che merita attenzione. La soddisfazione generale cresce per tutte le motorizzazioni, ma le elettriche mettono a segno il salto più consistente, con 22 punti in più rispetto all’anno precedente. Il merito va cercato in un’evoluzione fatta di dettagli concreti. Pompe di calore più efficienti, chilometri di autonomia guadagnati e, negli Stati Uniti, l’arrivo del connettore NACS. Piccole cose, forse, ma che nella vita di tutti i giorni pesano parecchio.
Nuovi acquirenti e voglia di riacquisto
Questo livello di gradimento diventa ancora più interessante se si guarda a chi sta comprando queste auto oggi. L’elettrico non è più roba da pionieri, quei famosi early adopter pronti a perdonare qualunque difetto pur di guidare qualcosa di nuovo. Adesso a scegliere la batteria è l’automobilista comune, più concreto e anche più esigente. E infatti sulla ricarica pubblica i malumori aumentano, proprio perché i nuovi clienti tollerano meno i difetti delle colonnine. L’auto in sé, però, continua a convincere senza troppe riserve.
Il punto è che, a quanto pare, chi passa all’elettrico raramente ci ripensa. Un’altra indagine recente, targata CDK, racconta una storia simile. Il 90 per cento di chi guida una vettura a batteria ne ricomprerà un’altra, mentre per il 73 per cento in famiglia ci sarà sempre almeno un’auto elettrica parcheggiata nel box.


