La storia di eBay e della coppia di giornalisti presa di mira con una campagna di cyberstalking trova finalmente un punto fermo. La società ha raggiunto un accordo con David e Ina Steiner, i due reporter del Massachusetts che avevano fatto causa dopo essere stati bersaglio di minacce e persecuzioni orchestrate da alcuni dipendenti dell’azienda. È una vicenda che magari a molti è sfuggita, quindi conviene ripercorrerla dall’inizio, perché quello che è successo ha davvero dell’incredibile.
I due gestiscono una newsletter e un sito chiamato EcommerceBytes, dedicato al mondo del commercio elettronico. Nel 2019 alcuni articoli su eBay firmati da Ina Steiner avrebbero fatto infuriare l’allora amministratore delegato, Devin Wenig. Stando alle prove raccolte dall’accusa, Wenig avrebbe detto al suo capo delle comunicazioni di “farla fuori”, mentre quest’ultimo avrebbe ordinato all’ex responsabile della sicurezza di fare “qualsiasi cosa” pur di zittirla.
eBay: minacce, cimici vive e una maschera insanguinata
Da lì è partita una campagna di cyberstalking e molestie tutt’altro che simbolica. I dipendenti della sezione sicurezza hanno minacciato la coppia online e con materiale recapitato direttamente a casa loro. E qui la lista fa venire i brividi. Tra i “regali” spediti ci sono state cimici vive, una maschera di maiale sporca di sangue, una corona funebre e persino un libro su come sopravvivere alla perdita del coniuge. Roba da film, se non fosse tutto reale.
Sette dipendenti della sicurezza di eBay sono stati incriminati e si sono dichiarati colpevoli in un procedimento avviato nel 2020. I dirigenti che, secondo l’accusa, avevano dato il via a tutto, allora però erano rimasti impuniti. Con l’accordo di adesso la situazione cambia parecchio, almeno sul piano economico.
Le cifre dell’accordo e la posizione dell’azienda
Il patteggiamento prevede che gli Steiner ricevano un risarcimento complessivo davvero pesante. Da eBay arriveranno circa 42,7 milioni di euro, mentre Wenig verserà personalmente circa 1,85 milioni di euro. Wendy Jones, ex dirigente dell’azienda, pagherà circa 460mila euro e Steve Wymer, altro ex manager, circa 46mila euro. In più eBay si è impegnata a donare circa 5,5 milioni di euro a diverse organizzazioni no profit, e Wenig ne verserà altri 920mila circa a nome di Ina Steiner a un ente che difende i diritti sanciti dal Primo Emendamento.
Christopher Murphy dello studio Scalli Murphy Law, che ha rappresentato la coppia, ha spiegato che il caso non è mai stato solo una questione di soldi. “Fin dall’inizio i nostri clienti volevano scoprire la verità, proteggere giornalisti ed editori, chiamare i responsabili a rispondere delle loro azioni, scoraggiare futuri comportamenti scorretti da parte delle aziende e fare in modo che nessun altro dovesse mai passare quello che hanno vissuto loro”, ha dichiarato.
Anche eBay ha diffuso una nota. “Come abbiamo sempre affermato, ciò a cui gli Steiner sono stati sottoposti nel 2019 da ex dipendenti eBay è stato sbagliato, riprovevole e non sarebbe mai dovuto accadere”, si legge nel comunicato. L’azienda ha voluto sottolineare che quei comportamenti del 2019 non rappresentano la cultura odierna dell’impresa né le migliaia di persone che ci lavorano in giro per il mondo. Da allora, spiega eBay, sono arrivati nuovi vertici e sono state rafforzate politiche, procedure, controlli e formazione, in linea con l’impegno a mantenere standard elevati di condotta ed etica.


