Una nuova causa legale mette di nuovo sotto pressione Apple, accusata di aver lasciato passare tra le maglie dei controlli dell’App Store una falsa app di portafoglio per criptovalute che avrebbe prosciugato i Bitcoin di tre clienti, per un danno complessivo vicino a 1,8 milioni di dollari, circa 1,66 milioni di euro. Il problema, ancora una volta, riguarda la qualità della revisione delle applicazioni che finiscono sullo store.
Un problema che si ripete da anni
Le app truffa legate alle criptovalute che riescono a superare i controlli dell’App Store non sono certo una novità. Negli anni se ne sono viste parecchie, e quasi sempre il copione è lo stesso: gli utenti scaricano quella che sembra un’applicazione ufficiale e si ritrovano con il portafoglio svuotato.
Nel 2023 Apple aveva rimosso una falsa app del wallet Trezor dopo che era arrivata in cima ai risultati di ricerca dello store. L’anno successivo era toccato a una versione fasulla di Rabby Wallet, collegata a segnalazioni di fondi rubati. E andando ancora più indietro, nel 2017, una falsa app di MyEtherWallet aveva raggiunto il terzo posto nella categoria Finanza prima di essere tolta di mezzo.
Poco più di un anno fa un utente iPhone di nome Danyell Shin aveva avviato una proposta di class action dopo aver perso oltre EUR 70.243, circa 74.000 euro, a causa di Swiftcrypt, una finta app di trading di criptovalute scaricata proprio dallo store. E lo scorso aprile si è saputo di una falsa app di Ledger Live distribuita tramite App Store, che avrebbe rubato almeno 9,5 milioni di dollari, circa 8,8 milioni di euro, a più di 50 vittime.
Cosa contestano i tre clienti
Adesso tocca a una copia fasulla di Sparrow Wallet. La truffa ha sfruttato un dettaglio non da poco: su iOS non esiste un’app ufficiale di Sparrow Wallet, quindi chi cercava quel portafoglio poteva facilmente cadere nella trappola. I tre clienti che hanno fatto causa sostengono di aver perso in tutto 1,8 milioni di dollari.
Nella denuncia i querelanti puntano il dito contro il modo in cui Apple coltiva la reputazione dello store come luogo sicuro, senza però controllare e monitorare a dovere le app che distribuisce. Anzi, secondo loro altre versioni false di Sparrow Wallet sarebbero ancora presenti sull’App Store nonostante le segnalazioni.
Nel documento si legge che gli utenti si sono fidati delle rassicurazioni ripetute e della campagna di marketing di lunga data che descrive lo store come un ambiente sicuro e affidabile. In realtà, l’app di Sparrow era un falso costruito apposta per rubare i fondi, catturando le credenziali degli account e dirottando gli asset digitali verso portafogli controllati dai criminali. Le vittime si sono ritrovate i conti svuotati e le criptovalute trasferite altrove.
I tre accusano Apple di aver violato le leggi sulla tutela dei consumatori in California, Louisiana e Massachusetts. A questo si aggiungono le accuse di dichiarazioni fraudolente e negligenti, occultamento doloso e mancata avvertenza sul rischio che app truffa compaiano sullo store.
Chi ha presentato la causa chiede che Apple rimborsi i Bitcoin persi e paghi ulteriori danni. Vuole inoltre che il tribunale imponga all’azienda di rafforzare il processo di revisione dell’App Store e di fornire avvisi più chiari sul pericolo delle false app di criptovalute.


