Apple incassa una sconfitta pesante in tribunale, perché un giudice federale della California ha deciso di lasciare in piedi la condanna da 634 milioni di dollari (circa 585 milioni di euro) a favore di Masimo. Respinte entrambe le richieste avanzate dall’azienda di Cupertino, sia quella di ribaltare il verdetto sia quella di far partire un nuovo processo. La condanna per violazione di brevetto, insomma, resta valida.
Tutto nasce parecchio tempo fa. All’inizio del 2020 Masimo, che si occupa di tecnologie in ambito medicale, ha portato Apple davanti ai giudici accusandola di aver sottratto segreti industriali e di aver violato alcuni brevetti. Il cuore della disputa riguarda la pulsossimetria e le tecnologie ottiche pensate per il monitoraggio della salute, quelle che poi sono finite dentro Apple Watch.
Sei anni di scontri su più fronti
Da quella prima causa la battaglia si è allargata parecchio. Nel 2023 Masimo ha strappato una decisione all’International Trade Commission che ha imposto un divieto di importazione negli Stati Uniti per i modelli di Apple Watch con la misurazione dell’ossigeno nel sangue. La reazione di Apple è stata a tappe: prima uno stop temporaneo alle vendite, poi la ripresa disattivando la funzione sui modelli coinvolti, e infine nel 2025 una versione ridisegnata. In pratica l’orologio continua a raccogliere i dati dal sensore, ma il calcolo vero e proprio avviene su iPhone abbinato, con i risultati che compaiono nell’app Salute. Neanche questa mossa è passata liscia, perché Masimo ha citato in giudizio la dogana statunitense per aver dato il via libera all’importazione degli orologi aggiornati.
Nel frattempo il filone californiano legato ai brevetti andava avanti per conto suo. A novembre del 2025 una giuria ha stabilito che le funzioni di monitoraggio e notifica della frequenza cardiaca di Apple Watch violavano un altro brevetto di Masimo sulla pulsossimetria, con la condanna a pagare i famosi 634 milioni di dollari (circa 585 milioni di euro) di danni.
Il giudice dà ragione alla giuria
Il giudice distrettuale James V. Selna ha detto no alla richiesta di Apple di ottenere una sentenza in via di diritto oppure un nuovo processo. Il nodo era tutto nell’interpretazione di un termine chiave del brevetto. Apple sosteneva che il proprio prodotto non fosse un patient monitor, cioè un monitor per pazienti, categoria richiesta dal brevetto di Masimo, e che quella definizione andasse applicata soltanto alle apparecchiature medicali tradizionali. Il giudice però ha seguito la linea della giuria, ritenendo che il significato più largo e comune del termine possa comprendere anche Apple Watch.
Bocciata pure la richiesta di un nuovo processo. Apple contestava le istruzioni date alla giuria e l’esclusione della testimonianza di uno dei propri esperti, ma il giudice non ha trovato errori tali da giustificare la ripetizione del dibattimento. Dal canto suo, l’azienda di Cupertino ha rimandato a una dichiarazione già diffusa in precedenza, in cui respinge nettamente l’impostazione dell’avversaria. Masimo, secondo Apple, è un’azienda di dispositivi medici che non vende alcun prodotto ai consumatori. Negli ultimi sei anni avrebbe citato Apple in diversi tribunali facendo valere oltre 25 brevetti, la maggior parte dei quali dichiarata invalida. Sempre secondo la difesa, l’unico brevetto al centro di questa causa è scaduto nel 2022 ed è specifico di una tecnologia di monitoraggio dei pazienti vecchia di decenni. La dichiarazione si chiude con l’annuncio: Apple farà ricorso in appello.


