Meta sembrava avere in mano il pallino del gioco con i suoi occhiali smart, eppure qualcosa negli ultimi mesi si è inceppato. La società di Mark Zuckerberg fatica a mettere insieme due mosse giuste di fila, e intanto un po’ ovunque, dagli Stati Uniti all’Europa, montano le critiche verso questi dispositivi. L’accusa è pesante: sarebbero un incubo per la privacy e uno strumento perfetto per la sorveglianza di massa dei cittadini. Nelle ultime settimane sono spuntati cartelloni, cortei e proteste che ripetono più o meno lo stesso concetto nelle principali città occidentali. Il nodo, a ben vedere, sta tutto in un dettaglio piccolissimo. Meta ha sfornato diversi modelli di occhiali smart, quasi sempre in collaborazione con Ray-Ban, Oakley e altri marchi che fanno capo al gruppo EssilorLuxottica. Prodotti curati, belli da vedere, tecnologicamente interessanti. Peccato che la tutela di chi finisce inquadrato dipenda da una cosa sola.
Quella lucina rossa che non basta più
Parliamo di una lucina LED rossa, quella che dovrebbe accendersi quando chi indossa gli occhiali avvia la registrazione di un video. In teoria è un segnale chiaro: sto riprendendo, fate attenzione. In pratica le cose vanno diversamente. È venuto fuori che coprire quel LED è fin troppo facile, un gesto banale che permette di filmare le persone senza che queste si accorgano di nulla. E le conseguenze, come è facile immaginare, non sono piaciute a nessuno.
Di fronte al polverone, Mark Zuckerberg e la sua azienda hanno provato a correre ai ripari. È stato annunciato un aggiornamento software obbligatorio che, quando rileva una manomissione del sistema di segnalazione, blocca automaticamente la fotocamera. Insomma, se qualcuno tenta di nascondere la spia luminosa, l’apparecchio smette di riprendere. Sulla carta suona sensato.
Anche Instagram prova a correre ai ripari
Nel frattempo pure Instagram ha messo le mani avanti, promettendo maggiore attenzione ai contenuti girati con gli occhiali. La piattaforma si è impegnata a rimuovere i video che mostrano molestie o comportamenti fuori luogo. Buone intenzioni, certo, ma la sensazione diffusa è che tutto questo arrivi con parecchio ritardo. E soprattutto che non morda abbastanza, che siano rattoppi più che soluzioni vere.


