Con oltre 100 film alle spalle e nessun Oscar in bacheca, Glenn Close resta una delle figure più affascinanti e paradossali di Hollywood. A 79 anni, dopo una carriera cominciata sul serio nel 1982 con Il mondo secondo Garp, l’attrice detiene ancora un primato scomodo. Nessuno come lei ha collezionato tante candidature agli Oscar senza mai portarsi a casa la statuetta. Eppure il suo nome, in questi mesi, torna al centro dell’attenzione per un motivo tutto europeo. Fa parte del cast del film spagnolo che sta facendo più rumore quest’anno, La bola negra, firmato dalla coppia creativa nota come Los Javis.
L’ultima volta che Glenn Close ha corso per il premio è stata nel 2021, con Elegia americana. Non è esattamente la stessa cosa, ma nel 2026 il suo lavoro verrà comunque riconosciuto con un Oscar onorario. L’Academy lo ha annunciato a giugno. L’attrice è tra i nomi scelti per i premi alla carriera, insieme a Floyd Norman e Ridley Scott. La statuetta le sarà consegnata durante i 17th Governors Awards, il 15 novembre 2026, come riconoscimento ai risultati di un’intera vita nel cinema e ai suoi contributi eccezionali alle arti e alle scienze cinematografiche.
La bola negra, i venti minuti di applausi a Cannes
Il fatto è che Glenn Close ha ancora spazio per tornare candidata, magari per vincere finalmente quel primo Oscar competitivo. Perché continua a lavorare, eccome. Il 25 settembre 2026 la vedremo in La bola negra, il progetto che per Javier Calvo e Javier Ambrossi vale già molto. La coppia si è portata a casa il premio per la miglior regia al Festival di Cannes proprio con questo film.
Scritto e diretto dai due Javis, il film mette insieme un cast di peso. Guitarricadelafuente, Miguel Bernardeau, Milo Quifes, Carlos González, Lola Dueñas e Penélope Cruz, tra gli altri. La storia parte da un’opera incompiuta di Federico García Lorca, di cui restano soltanto quattro pagine scritte prima del suo assassinio nel 1936. Da lì si dipana un racconto su tre piani temporali. 1932, 1937, 2017. Tre uomini e tre epoche legati da un filo invisibile fatto di desiderio, dolore ed eredità.
Nel film Glenn Close interpreta Isabelle Durand, una storica che si muove nella linea temporale del 2017 mentre indaga sulla vicenda che tiene insieme tutto il racconto. Avere un’attrice di quel calibro è stato un vero onore per i due registi, che già avevano un’ammiratrice speciale.
L’amicizia nata sul set e l’ovazione al festival
Quando nel 2025 hanno confermato il suo ingaggio, poco prima di iniziare le riprese, i due Javis non hanno nascosto l’entusiasmo. Nel comunicato spiegavano di essere felicissimi, di considerare un onore lavorare con una leggenda che avevano sempre ammirato. Lei ha letto la sceneggiatura e si è innamorata del progetto. Loro, a loro volta, si sono detti innamorati di lei.
Le immagini della veterana insieme ai cineasti hanno lasciato intuire un’amicizia sincera, cementata poi da un episodio raccontato durante un’intervista. I registi l’hanno chiamata al telefono per descriverle la reazione all’anteprima internazionale del film e i venti minuti di applausi ricevuti, la seconda ovazione più lunga nella storia del Festival di Cannes. “Sono molto orgogliosa di voi”, ha risposto l’attrice, commossa.


