I rincari sui prodotti tech partiranno da settembre e non riguarderanno soltanto i processori. Qualcomm ha comunicato ai clienti un aumento a due cifre sui propri chip, una decisione che avrà effetti a cascata su un ventaglio molto ampio di dispositivi. Smartphone Android, smartwatch, visori, sistemi per auto e anche i nuovi computer Windows con architettura Arm rischiano di ritrovarsi con listini più pesanti. La lettera inviata venerdì scorso ai clienti, secondo quanto emerso, potrebbe avere conseguenze ben oltre il solo mercato mobile.
Perché Qualcomm ha deciso di alzare i prezzi
Nel documento, Qualcomm avrebbe spiegato di non riuscire più ad assorbire l’aumento dei costi lungo l’intera catena di fornitura. Gli incrementi percentuali a doppia cifra riguarderebbero i componenti spediti a partire dall’1 settembre. Anche la caccia a fornitori alternativi, a quanto pare, non è bastata a evitare l’inevitabile.
Il vero nodo, ormai lo sanno tutti nel settore, sono le memorie e i supporti di archiviazione. Il boom dei data center dedicati all’intelligenza artificiale sta divorando una fetta enorme della produzione di DRAM e NAND, i cui prezzi sarebbero addirittura quintuplicati dalla fine dello scorso anno. Le stime parlano di un ulteriore rialzo del 40-50% nel terzo trimestre e del 30-40% nel quarto. Una pressione che si è già scaricata su CPU, circuiti stampati e vari altri componenti.
Dagli smartphone alle auto, chi rischia di pagare il conto
L’impatto sugli smartphone Android sarà quasi immediato, perché i chip Snapdragon alimentano buona parte dei dispositivi di fascia medio alta. Samsung è il nome più esposto, ma nella lista figurano anche Xiaomi, Honor, OnePlus, Motorola e parecchi altri produttori. Ognuno dovrà scegliere se assorbire i rincari, tagliare i propri margini oppure scaricare tutto sui prezzi finali.
Il problema, però, tocca anche i settori su cui Qualcomm punta per la sua crescita futura. I processori Snapdragon finiscono dentro visori, occhiali smart, sistemi per le automobili e computer Windows su piattaforma Arm. Potrebbero risentirne pure i piani che si dice Google abbia in cantiere per una nuova generazione di portatili Snapdragon basati su un sistema operativo derivato da Android. Un progetto pensato anche per essere conveniente, che però rischierebbe di nascere proprio mentre uno dei suoi componenti chiave diventa più caro.


