La produzione a 2nm di TSMC ha appena tagliato un traguardo che racconta molto sullo stato della corsa ai chip più avanzati del pianeta. Il più grande produttore di semiconduttori al mondo, mentre completa il passaggio dal processo a 3nm a quello a 2nm, ha visto uno dei suoi stabilimenti raggiungere quota 20.000 wafer prodotti ogni mese. Un numero che potrebbe sembrare astratto, ma che segna l’inizio delle spedizioni per una lista lunghissima di clienti pronti a mettere le mani su questa tecnologia.
TSMC 2nm: 5 fabbriche dedicate e un traguardo già raggiunto
A Taiwan ci sono cinque impianti concentrati esclusivamente sulla produzione a 2nm. Di questi, il cosiddetto Fab 20 è quello che ha centrato per primo il traguardo dei 20.000 wafer al mese, segno di quanto l’azienda stia accelerando per soddisfare la fame di questa nuova litografia. E qui arriva il dato che colpisce di più: ancora prima che qualsiasi cliente abbia annunciato o spedito chip costruiti sul nodo a 2nm, questo processo ha già pesato per il 3 percento dei ricavi di TSMC nel terzo trimestre del 2026.
C’è poi un altro elemento che dice parecchio sulla direzione del mercato. Durante l’ultima conference call sui risultati finanziari, l’azienda ha rivelato che il processo a 2nm ha registrato quattro volte più tape-out rispetto al nodo a 3nm. In parole povere, i progetti in fase di sviluppo su questa tecnologia sono quattro volte tanti, e questo racconta di una domanda solida, quasi impaziente.
Apple e Google fanno da apripista, ma l’AI è il vero motore
I primi a portare sul mercato chip a 2nm saranno Apple e Google. La serie Pixel 11 dovrebbe montare il Tensor G6 al momento del debutto, previsto ad agosto, mentre Apple risponderà con l’A20 Pro, il cuore pulsante di iPhone 18 atteso a settembre. Due lanci ravvicinati che apriranno la strada a tutto il resto.
Nonostante il risultato del Fab 20 sia notevole, il nodo a 3nm resta ancora davanti quando si guardano puramente i numeri di produzione. Con 175.000 unità mensili, questa litografia continua a tirare fortissimo e a rappresentare il grosso del volume. Il sorpasso, però, sembra questione di tempo.
Il punto è che i clienti AI finiranno per spostarsi in massa sul nuovo processo, e a quel punto TSMC avrà tra le mani una nuova gallina dalle uova d’oro. AMD ha già confermato che la sua GPU MI455X, pensata per l’AI agentica, sfrutterà proprio la produzione a 2nm dell’azienda taiwanese. E dalla parte opposta ci sarà NVIDIA con la sua architettura Rubin, pronta a giocarsi la partita sullo stesso terreno. Sono proprio questi grandi ordini legati all’intelligenza artificiale a costituire, nel tempo, la fetta più consistente del volume di wafer prodotti, ben più di quanto peseranno gli smartphone di fascia alta.


