Nothing potrebbe abbandonare ben 12 mercati in tutto il mondo entro le prossime settimane, e per molti dipendenti la notizia si accompagna al rischio concreto di perdere il posto di lavoro. Un quadro che stride parecchio con quanto raccontato solo pochi giorni fa, quando i numeri di vendita dell’azienda in India sembravano promettere tutt’altro futuro. Insomma, l’azienda fondata da Carl Pei si trova adesso stretta in una morsa, tra scelte difficili e conti da far quadrare.
Partiamo dai dati positivi, perché ci sono ancora. In India Nothing è stata il marchio in più rapida crescita nel periodo che va da aprile a giugno 2026, con un balzo del 105% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Merito soprattutto della serie Phone (4a) e della sponsorizzazione della squadra di cricket RCB durante l’Indian Premier League. Numeri notevoli, senza dubbio. Ma dietro quel 105% si nasconde un dettaglio importante, e cioè che il dato non comprende CMF, diventato un marchio separato nel 2025. In pratica la crescita riguarda solo i telefoni a marchio Nothing, e raddoppiare le vendite è più semplice quando si parte da volumi comunque contenuti.
Tagli al personale e ritirata da Giappone ed Europa
Il punto è che a livello globale la situazione è ben diversa. Secondo un report esclusivo, le condizioni sarebbero “così gravi” che Nothing uscirà con ogni probabilità da 12 Paesi nelle prossime settimane. Si parla di alcuni mercati del Medio Oriente, del Giappone e di parti dell’Europa. E non finisce qui, perché l’organico complessivo verrebbe ridotto del 40%.
Anche la divisione di ricerca e sviluppo subirà colpi pesanti. L’attività di R&D è divisa tra Cina e Regno Unito, con una proporzione di 70 a 30. In Cina i tagli potrebbero arrivare al 50% dei posti, mentre nel Regno Unito ci si aspetta una sforbiciata tra il 30 e il 40%. Cifre che raccontano una ristrutturazione profonda, non un semplice aggiustamento.
I numeri delle vendite aiutano a capire il momento. Il recente Nothing Phone (4b), un dispositivo ribattezzato che con ogni probabilità era un CMF cancellato, ha spedito finora circa 20.000 unità nel mondo. La coppia Phone (4a) e Phone (4a) Pro ha invece raggiunto vendite combinate intorno alle 150.000 unità. Nel complesso Nothing ha spedito circa 2 milioni di telefoni nel 2025, ma tenere quel ritmo nel 2026 sembra quasi impossibile.
Prezzi delle memorie alle stelle e niente nuovi modelli
C’è un motivo preciso dietro tutto questo. I prezzi dei chip di memoria sono schizzati in alto, quadruplicati circa da settembre 2025, e questo costringe i produttori ad alzare i listini. Con prezzi più alti la domanda cala, e gli smartphone economici sono diventati molto più difficili da vendere. Un problema che colpisce l’intero mercato, non solo Nothing.
Proprio per questo CMF, il sottomarchio economico focalizzato su telefoni sotto i 280 euro circa, non lancerà nessuno smartphone nel 2026. La decisione è stata confermata da Akis Evangelidis, cofondatore di Nothing. A complicare le cose c’è anche l’addio di Himanshu Tandon, il dirigente che aveva trasformato CMF in uno dei marchi budget più chiacchierati. Senza un nuovo telefono in cantiere e con una figura chiave che se ne va, CMF avrà davvero vita dura per restare rilevante nella parte restante del 2026.
Il contrasto tra India e resto del mondo resta il nodo centrale. In India Nothing ha fatto meglio di molti concorrenti, ma su scala globale il vento tira in direzione opposta, con spedizioni in rallentamento e costi dei componenti che stringono il mercato in una tenaglia.


