Il prolongatore di autonomia al metanolo presentato da HORSE potrebbe cambiare il modo di guardare all’alternativa tra motori termici ed elettrici puri. La proposta arriva dalla joint venture che riunisce Renault, Geely e Aramco, e sulla carta ha tutte le carte in regola per convincere chi non ha ancora voglia di passare al full electric ma cerca comunque una soluzione a basse emissioni.
Non c’è solo l’auto elettrica nella vita di un automobilista. Sarà pure il futuro, questo è indubbio, e servirà a decarbonizzare i trasporti su larga scala. Però non tutti vogliono guidare con il pensiero fisso sull’autonomia residua e sulle colonnine di ricarica. Ecco perché le ibride restano una risposta valida, una specie di ponte prima del salto verso il tutto elettrico.
HORSE: oltre l’elettrico puro, un’alternativa credibile
HORSE dimostra ancora una volta che questo approccio ha senso, e lo fa con una trovata parecchio furba. Il cuore del progetto è un sistema elettrico con prolungatore di autonomia. Fin qui niente di rivoluzionario, se non fosse che la parte termica, quella che genera elettricità, è tutt’altro che comune. Non va a benzina, non va a gasolio e nemmeno a etanolo. Va a metanolo.
E anche il lato elettrico ha la sua personalità. Il sistema integra un elettromotore montato sull’albero motore, composto da un solo statore e due rotori periferici, di solito disposti come dischi sovrapposti. Il blocco termico arriva a sviluppare fino a 143 cavalli, più che sufficienti per generare corrente e alimentare il motore elettrico.
Il motore D20 e i numeri che sorprendono
Come spesso accade su questo tipo di ibride, la parte termica non muove mai le ruote. Fa solo da generatore. E i vantaggi di questo blocco, battezzato D20, sono diversi. Prima di tutto è compatto, pesa appena 170 kg, e dispone di un sistema di accensione ricalibrato che permette di iniettare metanolo nelle camere di combustione. Risultato, consumi più bassi.
C’è poi un dettaglio interessante sulle basse temperature. HORSE sostiene che il D20 possa avviarsi anche a 35 gradi sotto zero. Buono a sapersi, anche se non è certo la preoccupazione del momento. Fortune Zhao, direttore tecnico di HORSE Powertrain, lo definisce «una delle nostre dichiarazioni di intenti più audaci fino a oggi», aggiungendo che il D20 fa da piattaforma per una serie di tecnologie di punta che portano a un sistema di propulsione di efficienza senza precedenti.
L’insieme sarebbe in grado di rispettare la norma antinquinamento Euro 7. Producendo fino a 1 kWh di elettricità ogni 2,1 litri di metanolo bruciati, il rendimento energetico toccherebbe il 47 per cento. Per ricaricare una batteria da 40 kWh servirebbero quindi meno di 20 litri di carburante. Il motore elettrico a flusso assiale, dal canto suo, garantisce una migliore efficienza offrendo più potenza pur restando particolarmente compatto.
Rimane da capire a quale prezzo arriverebbe una tecnologia del genere, e sotto il cofano di quali modelli la vedremo. In ogni caso si tratta di un passo interessante verso la mobilità decarbonizzata senza dover per forza puntare tutto sull’elettrico.


