La nuova Sony FX5 arriva sul mercato con un’ambizione precisa, portare in una macchina relativamente piccola due caratteristiche che fino a oggi erano appannaggio esclusivo dei corpi macchina più costosi del marchio, quelli che sfioravano cifre da diverse decine di migliaia di euro. La differenza sostanziale sta nel prezzo, perché questa camera cinema si posiziona a 5.399 euro, una somma che resta importante ma che apre a un pubblico decisamente più ampio rispetto al passato.
Il vero punto di forza della FX5 sta nella combinazione di due funzioni tecniche che fanno gola a chi lavora nel video professionale. Da un lato c’è la registrazione in RAW interno, che permette di catturare le immagini nella loro forma più grezza e completa, senza compressioni che tolgono margine di manovra in fase di montaggio. Dall’altro c’è l’Open Gate, una modalità che sfrutta l’intera superficie del sensore per garantire maggiore libertà nella composizione e nel ritaglio delle inquadrature. Due elementi che, messi insieme, spiegano perché questa macchina attiri l’attenzione degli addetti ai lavori.
Perché la FX5 fa la differenza
Chi conosce il mondo delle riprese professionali sa bene quanto sia raro trovare queste due funzioni riunite in un dispositivo dalle dimensioni contenute e con un cartellino di prezzo che, pur restando alto, non tocca le vette dei sistemi cinema di fascia altissima. La scelta di Sony sembra andare proprio in questa direzione, offrire strumenti di alto livello a chi non può o non vuole investire cifre folli.
Il RAW interno resta uno di quegli elementi che, in ambito produttivo, fa la differenza tra un progetto gestibile e uno pieno di compromessi. Poter salvare i file grezzi direttamente nella macchina, senza dover ricorrere a registratori esterni ingombranti, semplifica il flusso di lavoro e libera i creator da attrezzature aggiuntive. È un vantaggio pratico che pesa più di quanto si possa pensare quando si è sul set.
L’Open Gate, invece, apre scenari interessanti soprattutto per chi lavora su formati diversi. Sfruttare tutto il sensore significa avere più spazio da manovrare in postproduzione, che sia per adattare il video a formati verticali per i social o per mantenere la massima qualità nelle inquadrature più larghe. Una flessibilità che, in un mercato sempre attento ai contenuti multipiattaforma, diventa un plus concreto. Con la FX5, Sony conferma la volontà di rendere accessibili tecnologie che prima restavano confinate ai listini più esclusivi. Il corpo compatto, il prezzo di 5.399 euro e la presenza di funzioni normalmente riservate a macchine da decine di migliaia di euro tracciano una direzione chiara nel segmento delle camere dedicate al video professionale.


