Gli smart glass di Samsung sono finalmente usciti dall’ombra dei prototipi. Durante l’evento di Londra, dedicato soprattutto ai nuovi pieghevoli e agli smartwatch, l’azienda coreana ha tolto i veli a due modelli di occhiali intelligenti basati su Android XR, la piattaforma di Google per la realtà estesa. Un progetto nato dalla collaborazione con Gentle Monster e Warby Parker, due nomi che nel mondo dell’occhialeria contano parecchio.
Chi aveva seguito il Google I/O dello scorso maggio li aveva già intravisti. Erano lì, come prototipi, e adesso hanno preso una forma più concreta anche se ancora provvisoria. Samsung non ha ancora deciso come chiamarli sul mercato, per ora vengono indicati semplicemente come Intelligent Eyewear. Nomi commerciali a parte, l’obiettivo è chiaro: dare filo da torcere ai Ray-Ban Meta, quelli sviluppati insieme a EssilorLuxottica.
Cosa sanno fare gli Intelligent Eyewear
L’idea di fondo è semplice. Occhiali da mettere ogni giorno, montatura leggera, profilo sottile. Niente di ingombrante, insomma. Grazie alla partnership con Gentle Monster e Warby Parker, arriveranno diverse montature, vari colori e lenti pensate per gusti e abitudini differenti. Roba da indossare senza sentirsi addosso un gadget tecnologico.
Sotto la scocca c’è il processore Snapdragon AR1 Gen1 di Qualcomm. Poi fotocamera, microfoni, altoparlanti e un’area sensibile al tocco sul lato della montatura, utile per chi non ha voglia di parlare a voce alta con i comandi vocali. L’assistente di riferimento è ovviamente Google Gemini. Un piccolo LED avverte le persone intorno quando la fotocamera è attiva, dettaglio non da poco quando si parla di privacy. La batteria promette fino a 9 ore di autonomia, numero che per occhiali del genere non è affatto male. Samsung ha voluto anche spiegare come useranno questi occhiali le persone nella vita reale. Possono riassumere messaggi lunghi, leggere ad alta voce le informazioni principali e tradurre in tempo reale. Basta guardare una lavagna o seguire una riunione e gli occhiali catturano quello che si sta vedendo, organizzando i punti chiave dentro l’app Notes.
Navigazione, chiamate e prezzi ancora avvolti nel mistero
C’è poi tutta la parte legata alla navigazione. Gli utenti possono chiedere indicazioni partendo dalla propria posizione, cercare un percorso, impostare una destinazione o farsi spiegare cosa hanno davanti. E se ci si trova all’estero, la traduzione simultanea dà una mano a comunicare in un’altra lingua senza troppi imbarazzi.
Il bello è che questi occhiali cercano di capire il contesto. Collegano informazioni sparse tra attività diverse, così da rendere le interazioni un po’ più intelligenti e meno meccaniche. Durante una chiamata si può condividere ciò che si sta guardando, oppure registrare il proprio punto di vista. Tutto a mani libere, che è poi uno dei vantaggi più concreti di un dispositivo del genere. Sul fronte disponibilità, i due smart glass arriveranno in vendita entro la fine del 2026. Sui prezzi, invece, ancora silenzio totale. Samsung non ha comunicato cifre e per ora tocca aspettare. L’unica cosa nota è che durante l’acquisto sarà possibile aggiungere le lenti graduate, dettaglio pensato per chi porta gli occhiali da vista tutti i giorni.



