La possibilità di ottenere la patente a 17 anni è finita al centro del tavolo di lavoro aperto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dove è partita ufficialmente la revisione del Nuovo Codice della strada. L’idea è quella di abbassare l’età per le patenti B e C e, allo stesso tempo, riscrivere le regole su monopattini e utenti più deboli della strada. Matteo Salvini, titolare del dicastero, ha riunito a Roma associazioni e categorie interessate, dando il via a una consultazione che si preannuncia lunga e piuttosto partecipata.
Parte la consultazione pubblica al MIT
La giornata di lavoro ha aperto formalmente la fase di ascolto sulla riforma. Salvini ha presieduto una consultazione pubblica con le principali associazioni e i soggetti che rappresentano i settori coinvolti, dal mondo dei trasporti fino alla mobilità urbana. L’obiettivo è raccogliere osservazioni e proposte concrete da inserire nel testo, arrivando a un quadro di regole più chiaro ed efficace, costruito proprio sui contributi di questa fase.
Agli interlocutori presenti sono state spiegate nel dettaglio le modalità con cui inviare contributi, integrazioni e richieste di modifica. Il Ministero punta a un Codice ispirato a due parole d’ordine, semplificazione e digitalizzazione, capace di garantire il diritto alla mobilità nel rispetto della sicurezza di tutti gli utenti, dai conducenti professionali a quelli più fragili. La giornata al MIT segna quindi l’apertura ufficiale del percorso di aggiornamento della normativa.
I nodi sul tavolo, dalla patente ai monopattini
Tra i temi più delicati spicca senza dubbio la proposta di abbassare a 17 anni il limite per il conseguimento delle patenti B e C. Una scelta che, se confermata, toccherebbe direttamente i giovani che iniziano a guidare, ma anche il settore dei trasporti leggeri e pesanti, con ricadute possibili sul mondo del lavoro e dell’autotrasporto. Il discorso si inserisce nel percorso già avviato dal MIT su sicurezza stradale e controlli sui più giovani al volante, argomento molto discusso negli ultimi mesi.
C’è poi il capitolo della tutela degli utenti vulnerabili, quindi pedoni, ciclisti e chi usa la micromobilità elettrica. Su questo fronte il Ministero ha messo sul tavolo un dato concreto per dare l’idea delle dimensioni del fenomeno, ovvero i contrassegni per i monopattini elettrici rilasciati a fine giugno, arrivati a quota 160.000, mentre quelli in consegna in questo momento sono circa 20.000. Numeri che raccontano bene quanto le regole per i monopattini siano diventate centrali nella riscrittura del Codice.
Meno burocrazia e più digitale nei controlli
La linea illustrata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guarda a un Codice più snello nelle procedure e più vicino agli strumenti digitali che automobilisti e professionisti usano ogni giorno. La digitalizzazione, in questa visione, dovrebbe rendere la vita più facile non solo ai cittadini ma anche ai controlli, in continuità con gli interventi recenti sulle sanzioni per l’assicurazione auto verificate tramite telecamere fisse e con le regole su omologazione e uso degli autovelox.
Il Ministero lega apertamente la riforma al principio del diritto alla mobilità da esercitare in sicurezza, con norme più leggibili sia per chi guida in privato sia per chi lavora tutti i giorni con l’auto o il veicolo commerciale. In questo senso la consultazione punta a raccogliere contributi tecnici e pratici, così da evitare regole astratte e difficili da applicare nella realtà. Il lavoro iniziato al MIT è la base del testo che, una volta definito, dovrà tradurre in norme concrete gli orientamenti emersi dal confronto con associazioni e categorie.