Il futuro chip di casa Samsung fa già discutere, e il motivo è tutto racchiuso in un numero: l’Exynos 2700 potrebbe superare la soglia dei 4.00GHz sui suoi core più potenti, a patto che l’azienda coreana centri un obiettivo tutt’altro che scontato sul suo nuovo processo produttivo a 2nm. Le premesse ci sono, ma manca ancora un tassello fondamentale.
Samsung ha fatto sapere in passato che lo sviluppo dell’Exynos 2700 procede senza intoppi, il che lascia intendere che il secondo chipset a 2nm GAA della compagnia arriverà nei tempi previsti. La cosa interessante è che vedremo in azione il nodo SF2P, l’evoluzione dell’SF2 già visto in precedenza. E proprio da qui nasce l’aspettativa di miglioramenti in fatto di stabilizzazione. Se il colosso di Seul riuscisse a fare meglio del previsto su questo fronte, secondo alcune indiscrezioni il SoC di punta potrebbe finalmente sfondare il muro dei 4.00GHz.
Exynos 2700: la resa produttiva è la vera chiave di tutto
Per capire quanto sia delicata la faccenda basta guardare al fratello maggiore. Il core più veloce dell’Exynos 2600 arriva a una frequenza massima di 3.90GHz, con Samsung che ha raggiunto rese del 60 percento sul suo processo a 2nm GAA. Per l’Exynos 2700, invece, le previsioni parlano di rese comprese tra il 65 e il 70 percento nella seconda metà del 2026. Il legame tra rese più alte e frequenze più elevate è diretto, e alla fine si riduce a pura fisica dei semiconduttori.
Con una maggiore stabilità, Samsung può ottenere una produzione più costante, con transistor che commutano in modo pulito, ritardi di segnale ridotti al minimo e meno dispersione di corrente. Tutto questo diminuisce la probabilità che i segnali si degradino. Il core principale dell’Exynos 2700 punta a una frequenza di 4.20GHz, un traguardo che richiede un piccolo aumento di voltaggio. Il rischio, però, è quello di alzare inutilmente calore e consumi.
Quando le rese sono scarse, la maggiore dispersione di corrente spreca energia e fa salire le temperature anche a frequenze basse. Con rese migliori, invece, si spreca meno e resta abbastanza margine termico per spingere il core principale più in alto. Detto questo, le rese sono solo una parte del quadro, non la spiegazione completa.
Dissipazione e packaging, gli altri protagonisti
Il tallone d’Achille di Samsung è sempre stato quello di rese “non proprio stellari”, ed è esattamente il motivo per cui l’Exynos 2600 soffre di surriscaldamento e tocca un picco di 30W durante i benchmark. Per l’Exynos 2700 la frequenza più alta sarà sostenuta anche da un packaging diverso. Si dice infatti che Samsung abbandonerà la memoria on package per adottare un approccio simile al WMCM dell’A20 Pro di Apple, chiamato architettura Side by Side.
A questo si aggiunge l’approccio Heat Pass Block, descritto come efficace quanto un raffreddamento a nitrogeno liquido. Messo tutto insieme, l’Exynos 2700 dovrebbe avere l’aiuto necessario per arrivare alla frequenza desiderata. Raggiungere un certo valore e riuscire a mantenerlo, però, restano due cose ben diverse. Molto meglio vedere una buona performance sostenuta piuttosto che tenere quei 4.20GHz per pochi secondi appena.