Instagram ha deciso di dare ai suoi utenti un potere che fino a poco tempo fa sembrava impensabile, ovvero cambiare la traccia musicale di foto e video già pubblicati senza doverli ricaricare da zero. La novità, annunciata in questi giorni, si chiama Replace Audio e consente di sostituire la colonna sonora di un contenuto un numero infinito di volte, senza perdere i like, i commenti e le condivisioni accumulati fino a quel momento. È una funzione pensata soprattutto per chi vive di contenuti, molto meno per l’utente medio.
Il rapporto tra le piattaforme social e chi ci lavora è sempre stato una convivenza necessaria, a volte anche un po’ frustrante. Le app hanno bisogno dei creator per tenere incollata la gente allo schermo, i creator hanno bisogno delle piattaforme per raggiungere il pubblico e, possibilmente, per guadagnarci qualcosa. In mezzo ci sono gli utenti che vogliono solo un feed infinito di cose divertenti da guardare. Instagram, negli ultimi mesi, ha aggiunto una serie di strumenti che facilitano la vita a chi crea contenuti, anche se per tutti gli altri restano un po’ misteriosi.
A giugno era arrivata la possibilità di riordinare i post sulla griglia del profilo, scombinando l’ordine cronologico. Poi è toccato alle didascalie personalizzate per ogni singola slide di un carosello. Ora tocca alla musica. Jimmy O’Keefe, responsabile del marketing di prodotto per i creator di Instagram, ha spiegato che l’idea di fondo è che i contenuti debbano poter crescere e cambiare insieme a chi li pubblica. Un post non deve restare prigioniero delle decisioni prese nel momento esatto in cui è stato caricato.
Nessuna spinta dall’algoritmo, ma contenuti riciclabili all’infinito
Alla domanda se aggiornare l’audio dia una spinta in termini di algoritmo, la risposta è stata negativa. Nessun vantaggio nascosto, quindi. Però il fatto di poter cambiare la traccia audio senza limiti apre scenari interessanti. Significa poter ritoccare vecchi contenuti adattandoli ai suoni virali del momento. E significa anche che il pubblico potrebbe ritrovarsi davanti a video che avrebbe giurato avessero un’altra musica.
Per l’utente comune, sostituire la canzone dell’estate scorsa con l’ultimo tormentone ha poco senso. Perché mai aggiornare un post di un anno fa per farlo sembrare attuale? Il discorso cambia radicalmente se sei un creator o un inserzionista. Un contenuto per cui qualcuno è stato pagato può essere aggiornato ogni anno con un nuovo brano, finché la parte visiva regge. Un marchio può riscaldare un post diventato virale due anni fa con una traccia più fresca invece di rigirare tutto. Un ballerino potrebbe testare la stessa clip con canzoni diverse ogni settimana. Il contenuto smette di essere una fotografia di un momento e diventa un veicolo di viralità sempre monetizzabile.
Nel frattempo c’è anche l’altra faccia della medaglia, cioè il nuovo abbonamento premium da EUR 3 al mese, che in euro fanno circa 3,70 euro. Qui i vantaggi sono pensati per chi usa Instagram alla vecchia maniera. C’è lo Story Spotlight, che dà priorità alle storie tra gli amici, la possibilità di inviare cuori più vistosi e storie che durano 48 ore invece delle solite. C’è pure la funzione che stuzzica i nostri istinti meno nobili, ovvero vedere quante persone hanno guardato una storia più volte. In pratica, pagando una piccola cifra mensile, si ottiene una possibilità in più di raggiungere le persone che si conoscono davvero.
La domanda che gira da anni è sempre la stessa, per chi è fatto Instagram. C’è stato un tempo in cui gli utenti provavano a resistere all’ondata dei Reels e ai contenuti consigliati che sostituivano quelli degli amici nel feed, due caratteristiche arrivate dritte da TikTok. Oggi sono diventate parte integrante di Instagram. Man mano che la piattaforma è cambiata, persone comuni e creator si sono lamentati di non riuscire più a raggiungere i propri follower. L’idea di pubblicare come diario della propria vita per amici e familiari sembra sempre più lontana. Per la classe crescente dei creator, invece, postare su Instagram non è forse mai stato così sensato.
