Le immagini più belle arrivano spesso quando meno te le aspetti, e la sonda Psyche della NASA lo ha dimostrato con un timelapse davvero notevole diffuso pochi giorni fa. Il video mette insieme migliaia di scatti raccolti durante il passaggio ravvicinato su Marte avvenuto lo scorso maggio, e il risultato è di quelli che lasciano a bocca aperta. Si vede il pianeta rosso all’inizio come una falce sottile, poi le viste dettagliate della superficie e infine il polo sud ghiacciato che resta alle spalle della sonda mentre si allontana verso la sua vera destinazione.
A rendere possibile tutto questo è stato il multispectral imager, lo strumento di bordo che ha catturato le immagini durante l’avvicinamento e il sorvolo. La sonda ha iniziato la fase di approccio il 2 maggio e ha toccato il punto di massima vicinanza al pianeta il 15 maggio. Jim Bell, responsabile dello strumento di imaging alla Arizona State University, non ha nascosto la soddisfazione. Ha parlato di uno strumento che ha lavorato in modo brillante, regalando immagini del pianeta rosso che raramente si riescono a osservare.
Perché Psyche è passata da Marte
Il sorvolo non è stato solo una questione di belle foto. La manovra ha dato alla sonda una spinta importante grazie all’assistenza gravitazionale del pianeta, quella tecnica che sfrutta la gravità di un corpo celeste per aumentare la velocità e correggere la traiettoria. In questo modo Psyche ha risparmiato carburante prezioso, una risorsa che fa tutta la differenza quando si affronta un viaggio così lungo. La destinazione finale è l’asteroide che porta lo stesso nome della sonda, e l’arrivo è previsto per il 2029.
Ma c’è un dettaglio tecnico che merita attenzione. Durante il passaggio, il team ha approfittato dell’occasione per mettere alla prova la calibrazione dello strumento e la sua sensibilità alla luce diffusa. Non solo. Sono riusciti a individuare da grandissima distanza le due lune marziane, Phobos e Deimos, un vero e proprio allenamento in vista di ciò che li aspetta a destinazione. Bell ha spiegato che questa prova serve proprio a preparare la ricerca di eventuali piccoli satelliti attorno all’asteroide Psyche, gli stessi metodi che verranno usati una volta arrivati laggiù.
L’intera operazione racconta bene quanto una singola tappa possa avere più funzioni. Da un lato una spinta gravitazionale che accorcia i tempi e alleggerisce i consumi, dall’altro una serie di test fondamentali per verificare che tutti gli strumenti rispondano come previsto prima dell’appuntamento più importante. Le immagini di Marte, con quella falce iniziale e il polo sud coperto di ghiaccio, sono il regalo inaspettato di una missione che ha ancora diversi anni di cammino davanti a sé.