TSMC si ritrova al centro di una vicenda spinosa che intreccia segreti industriali, un ex dirigente di alto profilo e il passaggio verso la rivale Intel. Le autorità taiwanesi hanno cancellato ogni traccia di Wei-Jen Lo dal sito dell’istituto di ricerca locale, un gesto che parla da solo. Lo, che ricopriva il ruolo di vicepresidente senior per la strategia e lo sviluppo aziendale, viene sospettato di aver portato con sé dati riservati della società quando ha lasciato l’azienda per approdare al colosso americano.
La sua non era una figura qualsiasi. Lo ha avuto un peso concreto nell’aiutare TSMC a mettere in produzione di massa le tecnologie di processo a 5 nanometri, 3 nanometri e 2 nanometri, ossia il cuore pulsante di ciò che rende l’azienda taiwanese leader mondiale nella fabbricazione di chip. Le indagini a suo carico sono partite nel novembre dello scorso anno, poco dopo la sua uscita.
TSMC: come è nata l’inchiesta su Wei-Jen Lo
Il nome di Wei-Jen Lo è finito sotto i riflettori quando il ministro dell’Economia di Taiwan ha confermato che le autorità stavano indagando su un dirigente in pensione di TSMC entrato da poco in Intel. In quel periodo la procura taiwanese aveva già aperto un fascicolo per vagliare le accuse. Il profilo di Lo è di quelli che pesano: entrato in TSMC nel 2004, prima di allora aveva lavorato per diciotto anni proprio in Intel, dove aveva seguito le operazioni di uno stabilimento in California e altre responsabilità di rilievo.
Adesso la stampa taiwanese riferisce che la sua pagina sull’Industrial Technology Research Institute, l’ente noto con la sigla ITRI, è stata rimossa mentre gli investigatori mettevano sotto la lente anche i suoi beni personali sull’isola. La cancellazione riguarda profilo, foto e ogni riferimento a lui.
I dettagli emersi indicano che la sezione dedicata alla proprietà intellettuale dell’Alta Procura di Taiwan ha ordinato perquisizioni nelle residenze di Lo, situate nelle aree di Hsinchu e Taipei. L’obiettivo è recuperare computer, chiavette USB e altro materiale collegato. Le autorità hanno chiesto anche il sequestro delle azioni e degli immobili intestati all’ex dirigente.
Il sostegno di Intel e la causa legale
L’attuale ministro dell’Economia taiwanese, Kung Ming-hsin, ha appoggiato l’azione legale di TSMC contro Lo. L’azienda ha citato in giudizio il suo ex dirigente a novembre, depositando il caso presso il tribunale taiwanese competente per proprietà intellettuale e questioni commerciali.
Dal canto suo Intel ha preso una posizione netta a favore di Lo fin da subito. In una comunicazione interna ai dipendenti, l’amministratore delegato Lip-Bu Tan ha dichiarato che, sulla base di tutto ciò che si conosce oggi, le accuse rivolte a Wei-Jen non hanno alcun fondamento e che l’azienda gli garantisce pieno appoggio. Tan ha ricordato che Intel ha riaccolto un professionista che aveva già trascorso diciotto anni al suo interno lavorando allo sviluppo delle tecnologie di lavorazione dei wafer, prima di proseguire lo stesso tipo di attività in TSMC.
Il vertice di Intel ha inoltre sottolineato che l’azienda applica politiche e controlli rigorosi che vietano in modo tassativo l’uso o il trasferimento di informazioni riservate o proprietà intellettuale appartenenti a terzi. Due versioni opposte, quindi, con la giustizia taiwanese che continua a scavare tra dispositivi, azioni e immobili per capire cosa sia realmente uscito dalle mura di TSMC.