Benzina e gasolio continuano a mettere in difficoltà gli automobilisti italiani, e i numeri appena diffusi dal Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, non lasciano molto spazio all’ottimismo. Il quadro è amaro: il diesel ha superato la soglia dei 2 euro al litro anche sui distributori delle strade ordinarie, non solo in autostrada come qualcuno poteva immaginare. Chi sperava di cavarsela restando lontano dai tratti autostradali deve ricredersi.
In cima alla classifica dei prezzi più alti c’è Bolzano, dove un litro di gasolio viaggia in media sui 2,051 euro. Poco più giù si trovano la Sicilia, ferma a 2,039 euro, e il Friuli con 2,038 euro. Cifre che pesano, certo, ma il vero problema è un altro.
Un rincaro che corre più veloce dello sconto perso
A far discutere non sono tanto i valori assoluti quanto la rapidità con cui i prezzi sono saliti dopo l’addio al taglio delle accise. Si parla di quella riduzione da 5 centesimi al litro, che con l’Iva al 22% arrivava a 6,1 centesimi, ormai cancellata da tempo.
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, mette in evidenza un dettaglio che fa riflettere. Dal 3 luglio, ultimo giorno di sconti, i rincari alla pompa hanno superato di gran lunga il valore dello sconto sparito. Il caso più clamoroso arriva dal Veneto, dove il gasolio oggi costa 15,3 centesimi in più al litro. Tradotto in pratica, per una famiglia veneta significa spendere 7,65 euro in più a ogni pieno da 50 litri. Una botta niente male, che supera perfino il rincaro medio registrato in autostrada, fermo a 5,90 euro. Il secondo posto di questa poco invidiabile classifica va al Friuli, con un rincaro di 7,25 euro a rifornimento, seguito dalla Lombardia a quota 7,10 euro.
Anche la benzina non fa sconti
Chi pensava di stare più tranquillo viaggiando a benzina deve rivedere i suoi calcoli. Escludendo la rete autostradale, il prezzo più salato si trova ancora una volta a Bolzano, dove si toccano 1,935 euro al litro. La Sicilia arriva seconda con 1,918 euro, mentre la Basilicata chiude il podio a 1,916 euro.
Pure sulla verde il Veneto si conferma la regione dove i prezzi corrono più in fretta. In appena 17 giorni un pieno è arrivato a costare 5,20 euro in più. A ruota seguono Friuli e Liguria, appaiati con un esborso extra di 5,05 euro, e poi la Sicilia con un tondo aumento di 5 euro a pieno.