I nuovi file UFO pubblicati dal Pentagono raccontano una storia che negli ultimi anni ha cambiato pelle. Il tema degli oggetti volanti non identificati, oggi ribattezzati anche UAP, ha smesso pian piano di essere roba da complottisti o da appassionati di fantascienza ed è finito dritto dentro l’analisi militare, quella seria, con rapporti e documenti alla mano.
C’è chi alzerà la mano dicendo “lo sapevamo da sempre”, e va bene così. Ma il punto vero non è capire se dietro ci siano tecnologie aliene. La domanda interessante è un’altra, ovvero perché le forze armate stiano investendo così tante risorse su fenomeni che in diversi casi restano senza una spiegazione decente. La scelta di Trump di spingere sulla desecretazione ha dato vita a un archivio che continua a ingrossarsi, e per chi segue questi argomenti è pane per i denti.
L’ultima pubblicazione merita attenzione perché aggiunge altri 40 documenti declassificati dedicati agli UAP, sigla che sta per Unidentified Anomalous Phenomena. Dentro questo nuovo archivio ci sono 19 video, 14 rapporti ufficiali, quattro registrazioni audio e tre immagini provenienti da agenzie governative diverse. Materiale interessante, insomma, ce n’è parecchio.
L’oggetto a forma di diamante vicino al sito nucleare in Texas
Il caso che colpisce di più risale al mese di settembre del 2015, nei pressi dello stabilimento nucleare di Pantex, in Texas, uno dei luoghi dove vengono assemblate e mantenute le armi nucleari americane. Due addetti alla sicurezza raccontarono di aver visto un oggetto a forma di diamante, grande più o meno 1,2 metri per 60 centimetri, che si muoveva in silenzio a una velocità stimata tra i 16 e i 24 km/h. Secondo le loro testimonianze provarono anche a inseguirlo, senza però riuscire a raggiungerlo, e riferirono di non aver notato alcun sistema di propulsione visibile.
Poi ci sono episodi più freschi. Tra i filmati registrati dal 2019 al 2025 alcuni piloti militari descrivono oggetti capaci di accelerazioni fuori dal comune o di sparire in un attimo dai sistemi di tracciamento. In un caso, ripreso sopra il Mar Giallo, un’anomalia sembra addirittura interferire con i sensori ottici e a infrarossi di un velivolo.
Vale la pena ribadire un dettaglio che spesso viene messo da parte, cioè che nessuno di questi documenti prova l’esistenza di visitatori extraterrestri. Le stesse autorità catalogano molti di questi eventi come “non identificati” per il semplice motivo che i dati raccolti non bastano per attribuirli con sicurezza a qualcosa di preciso.