Da quasi duemila anni c’era un mistero che nessuno era mai riuscito a chiarire davvero, e adesso due ricercatori israeliani pensano di avere finalmente qualcosa in mano. Al centro della questione c’è Theta Eridani, una stella che oggi appare piuttosto smorta agli occhi di chi guarda il cielo senza troppa attenzione, ma che in passato brillava in tutt’altro modo. La cosa curiosa è che questa stella luminosa era stata catalogata come una delle più splendenti dell’intero firmamento, e ora si trova invece relegata alla terza grandezza. Un declino che ha lasciato perplessi generazioni di studiosi.
Il lavoro porta la firma di Idel Waisberg e Boaz Katz, entrambi del Weizmann Institute of Science. I due hanno messo insieme un preprint, quindi un documento non ancora passato attraverso la revisione paritaria, che prova a rispondere a una domanda rimasta sospesa per secoli. Perché una stella considerata un tempo così brillante è finita quasi nell’ombra?
Le tracce lasciate da Tolomeo e i numeri che non tornano
Le coordinate di Theta Eridani provengono dalle osservazioni di Tolomeo, e questo è già un punto di partenza interessante. Le dimensioni della stella, però, raccontano una storia diversa rispetto a quello che ci si aspetterebbe. Quasi duemila anni fa questa stella figurava tra le tredici più brillanti che si potessero ammirare, un dato che stride parecchio con la sua condizione attuale.
Oggi Theta Eridani è di terza grandezza, il che significa che serve un occhio allenato o un cielo particolarmente pulito per individuarla. Non è più quel faro che gli antichi osservatori annotavano con tanta cura nei loro cataloghi. Ed è proprio questo scarto tra passato e presente che ha spinto i due studiosi del Weizmann a cercare una spiegazione plausibile.
Il fascino della vicenda sta tutto qui. Per quasi due millenni le mappe stellari hanno tramandato l’immagine di un astro splendente, mentre chi alza gli occhi al cielo in questi anni fatica a riconoscerlo. Un contrasto che, per un fenomeno astronomico, rappresenta qualcosa di raro e degno di attenzione.
Un preprint che apre la strada a nuove verifiche
Il documento firmato da Waisberg e Katz resta per ora un preprint, ovvero un testo che deve ancora affrontare il vaglio della comunità scientifica. Questo non toglie nulla al valore dell’intuizione, ma invita alla prudenza prima di considerare chiusa la questione. La ricerca prova a colmare un vuoto che durava da quasi duemila anni, mettendo in relazione le osservazioni di Tolomeo con lo stato attuale di Theta Eridani.
Il tentativo dei due ricercatori del Weizmann Institute of Science è quello di dare finalmente un senso a un cambiamento così marcato. Una stella che passa dalla lista delle tredici più brillanti a una modesta terza grandezza non è un dettaglio da poco, e capire cosa sia successo potrebbe aiutare a comprendere meglio il comportamento di questi corpi celesti nel lungo periodo.