Chi ha comprato uno dei nuovi smart speaker Google Home nelle scorse settimane può finalmente rilassarsi. Dopo giorni di segnalazioni arrivate un po’ da tutte le parti, Google ha rilasciato una correzione per quel fastidioso problema che non permetteva di portare a termine la configurazione dei dispositivi. Il guaio era spuntato subito dopo l’arrivo del nuovo speaker con Gemini integrato e toccava anche alcuni modelli della famiglia Nest, lasciando gli utenti intrappolati in un ciclo di setup che sembrava non finire mai.
Il bug che teneva bloccata la configurazione
Le prime lamentele sono comparse nei forum della community e su Reddit, dove tantissime persone raccontavano la stessa identica scena. Finita la procedura dentro l’app Google Home, lo speaker continuava a segnalare che l’installazione non era andata a buon fine, chiedendo di ricominciare tutto daccapo o addirittura di fare un ripristino alle impostazioni di fabbrica.
La cosa curiosa è che in molti casi il dispositivo era tranquillamente collegato al Wi-Fi, compariva nell’app e lasciava perfino trasmettere contenuti via Cast. Peccato che i comandi vocali con “Hey Google” restassero morti, perché il sistema era convinto che la configurazione non fosse mai stata completata. Un controsenso bello e buono.
Il problema ha colpito utenti sparsi in vari Paesi, dagli Stati Uniti al Regno Unito, passando per Francia, Canada e Giappone. Un raggio d’azione così ampio ha fatto capire quasi subito che la radice era lato server e non un difetto dell’hardware o della rete di casa.
Dopo la valanga di segnalazioni, Google ha ammesso di essere al lavoro sulla faccenda. Poche ore più tardi un portavoce dell’azienda ha fatto sapere che il problema era stato individuato e che la correzione stava arrivando in modo graduale sui dispositivi interessati. Nella maggior parte dei casi non serve nemmeno rifare il reset dello speaker: basta staccarlo dalla corrente e riattaccarlo, così al riavvio scarica da solo l’aggiornamento che manca. L’azienda ha però precisato che la patch può metterci fino a 24 ore per raggiungere tutti, quindi qualcuno potrebbe dover pazientare un altro po’.
Nessun difetto nell’hardware
Tutta questa storia conferma una cosa: il malfunzionamento dipendeva dai servizi cloud di Google e non dagli speaker in sé. Ecco perché i ripristini alle impostazioni di fabbrica fatti da tanti utenti non cambiavano assolutamente nulla. Le classiche linee guida di assistenza, quelle che consigliano di riavviare, controllare il Wi-Fi e verificare che telefono e speaker siano sulla stessa rete, in questo caso servivano a poco. L’origine del disagio era altrove, fuori dal dispositivo.
Il tutto capita in un momento piuttosto delicato. Il nuovo Google Home Speaker è il primo smart speaker dell’azienda costruito attorno a Gemini, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale che dovrebbe pian piano prendere il posto di Google Assistant dentro casa. E nei giorni dopo il lancio erano già emerse altre grane, tipo tempi di risposta esagerati, con alcuni che parlavano di attese fino a 30 o 60 secondi prima che un comando vocale venisse eseguito. Anche su quel fronte Google ha confermato l’anomalia, promettendo miglioramenti con i prossimi aggiornamenti software.
Con la correzione del bug di configurazione, adesso l’installazione del dispositivo dovrebbe filare liscia, semplicemente riavviandolo, senza dover ricorrere a reset infiniti o a modifiche alla rete domestica.