Fleabag ha lasciato un vuoto difficile da colmare, e chi si è affezionato a quella voce tagliente e sincera si ritrova spesso a cercare qualcosa che possa avvicinarsi. La buona notizia è che, pur non essendo in arrivo una terza stagione, esistono almeno quattro serie TV capaci di mescolare ironia e dramma con la stessa naturalezza. Alcune puntano tutto su protagoniste femminili complesse, altre preferiscono un cast più caotico e corale.
Quello che ha reso Fleabag un piccolo fenomeno non è stato un colpo di fortuna. L’interpretazione irriverente di Phoebe Waller-Bridge ha dato corpo a un personaggio imperfetto, spesso spiazzante, capace di far ridere e commuovere nello stesso istante. La narrazione schietta, la scrittura affilata e quel dialogo continuo con lo spettatore, con la famosa rottura della quarta parete, hanno cambiato il modo di raccontare storie in televisione.
Perché quel tono resta così difficile da imitare
Il segreto sta tutto nell’equilibrio. Da una parte la comicità, quella pungente che non ha paura di risultare scomoda. Dall’altra un fondo emotivo che colpisce quando meno te lo aspetti. Non è semplice trovare serie che riescano a tenere insieme questi due estremi senza sbilanciarsi troppo verso la risata facile o il melodramma. Eppure qualcosa che si muove sullo stesso terreno esiste, e vale la pena cercarlo.
Le protagoniste femminili sono spesso il cuore di questo tipo di racconto. Donne che non chiedono di essere amate a tutti i costi, che sbagliano, che dicono cose fuori posto e che proprio per questo risultano vere. È lo stesso tipo di sincerità che ha reso il personaggio di Waller-Bridge così memorabile, capace di parlare direttamente a chi guarda senza filtri o abbellimenti.
Veniamo al dunque
Se dopo Fleabag vi è rimasto quel raro mix di malinconia, ironia e personaggi imperfetti da amare, ci sono alcune serie che meritano assolutamente una possibilità. La prima è Crashing, creata e interpretata da Phoebe Waller-Bridge: una commedia frenetica ambientata in un ospedale abbandonato dove un gruppo di ventenni vive come custode dell’edificio in cambio di un affitto stracciato. Tra situazioni assurde, tensioni sentimentali e dialoghi irresistibili, il caos è garantito. Restando nell’universo della creatrice britannica, Killing Eve la vede invece dietro le quinte come sceneggiatrice. Al centro della storia ci sono Eve, agente dell’intelligence britannica, e Villanelle, assassina brillante e imprevedibile: un inseguimento che si trasforma presto in qualcosa di molto più complicato e coinvolgente.
Più intensa ma altrettanto audace è I May Destroy You, in cui Michaela Coel racconta il percorso di Arabella, una scrittrice che cerca di ricostruire una notte segnata da un trauma. Infine High Fidelity, con Zoë Kravitz nei panni di una proprietaria di negozio di dischi che affronta relazioni fallite, nostalgie e nuovi inizi, rompendo spesso la quarta parete con uno charme che farà sentire i fan di Fleabag subito a casa. A legare queste serie non è tanto la trama quanto lo sguardo con cui raccontano i loro protagonisti: donne contraddittorie, divertenti, spesso autodistruttive, ma sempre autentiche. Ognuna, a modo suo, alterna risate e fragilità, dimostrando che le storie più memorabili sono quelle capaci di mettere a nudo i propri personaggi.