Camminando per strada capita sempre più spesso di notare qualcuno con le cuffie con filo alle orecchie. Dopo anni passati a inseguire il wireless a ogni costo, il cavo si è ripreso la scena, con vendite in netta risalita dalla seconda metà del 2025 e un trend che prosegue anche adesso. Viene naturale chiedersi cosa stia succedendo, perché tante persone stiano abbandonando gli auricolari Bluetooth per tornare a qualcosa che sembrava ormai roba da museo. I motivi, in realtà, sono parecchi e messi insieme raccontano qualcosa di interessante sul rapporto che abbiamo con la tecnologia.
Partiamo dal portafoglio, che oggi conta più che mai. Le cuffie e gli auricolari senza fili possono suonare in modo eccellente, questo va detto. Ma non tutti possono permettersi l’ultimo modello Bowers & Wilkins o le AirPods Max di Apple. Molte cuffie cablate offrono una resa sonora paragonabile ai prodotti Bluetooth di fascia alta senza chiedere 400 o 500 euro. Le Sennheiser HD400U, per fare un esempio concreto, costano circa 90 euro e gestiscono audio a 24 bit con frequenza di campionamento a 96kHz. Esattamente lo stesso valore delle Px7 S3 wireless di Bowers & Wilkins, che però ne costano intorno ai 420. Con i tempi che corrono, la differenza si sente.
Quando il wireless non è affatto più comodo
Gli auricolari Bluetooth vengono venduti come la soluzione più semplice per ascoltare musica. Niente fili, niente grattacapi. Nella vita reale però le cose vanno un po’ diversamente. La durata della batteria resta un tallone d’Achille, con la carica che sembra sempre esaurirsi nel momento peggiore, magari a metà di una passeggiata, costringendo a fare i conti con il mondo esterno. A peggiorare la faccenda c’è il fatto che il Bluetooth consuma anche la batteria dello smartphone, quindi il rischio è doppio.
Poi c’è la questione delle batterie che si degradano nel tempo. Nella maggior parte delle cuffie non sono sostituibili dall’utente, così quando smettono di funzionare finiscono direttamente nella spazzatura. Le cuffie con filo, invece, non hanno nessuno di questi problemi. E c’è anche il tema del segnale. I dispositivi Bluetooth viaggiano sulla affollatissima banda a 2.4GHz, esposta a interferenze, scatti audio, ritardi e disconnessioni improvvise. Il cavo tutto questo non lo conosce, a patto di tenerlo lontano dai gatti.
Stanchezza da tecnologia
C’è un sentimento diffuso che gioca la sua parte. Molti stanno iniziando a stancarsi della tecnologia moderna e cercano rifugio in alternative dal sapore vintage. Le fotocamere compatte punta e scatta hanno registrato un boom nel 2025, ancora più marcato di quello delle cuffie cablate. I vinili sono in ripresa da anni e nel 2025 hanno superato il miliardo di dollari di vendite. Perfino gli orologi meccanici stanno vivendo una seconda giovinezza.
Le ragioni sono diverse. C’è chi non sopporta più l’intelligenza artificiale infilata dappertutto e chi mal digerisce i personaggi che ci stanno dietro. Poi pesano i fattori economici, perché stare al passo con le ultime novità è diventato troppo caro. I gadget vecchia scuola, che non usano RAM o componenti divorati dall’AI, hanno mantenuto prezzi abbastanza stabili. C’è anche chi è semplicemente stufo di algoritmi predatori e dispositivi che sembrano strumenti di sorveglianza travestiti da accessori di moda. Il risultato è che la tecnologia, oggi, viene percepita come un po’ sfigata, soprattutto dai più giovani.
Il glam al centro
Celebrità e influencer hanno abbracciato le cuffie con filo con entusiasmo, trasformandole in un vero e proprio statement di moda. Negli ultimi mesi sono state avvistate ai concerti e per strada addosso a personaggi come Ariana Grande, Charli XCX, Robert Pattinson e Lily-Rose Depp. Esiste perfino un account Instagram molto seguito, chiamato Wired It Girls, dedicato proprio a chi le indossa.
Non è però tutto oro. Rimane il nodo della compatibilità. I dispositivi moderni montano quasi sempre una porta USB-C e alcune cuffie recenti la sfruttano, ma molti apparecchi usano ancora il jack tradizionale, porte USB-A o Lightning. Difficile collegare un paio di cuffie a ogni gadget di casa senza acquistare qualche adattatore. Con gli smartphone attuali, poi, spesso non si riesce ad ascoltare musica via cavo e ricaricare il telefono nello stesso momento, e proprio questo tipo di problema aveva fatto esplodere il Bluetooth all’inizio. Va detto infine che le cuffie con filo restano un prodotto di nicchia rispetto al wireless, che continua a coprire tra il 60 e il 72 percento del mercato a seconda degli studi, anche se nell’ultimo anno il cavo si è ripreso una fetta non trascurabile.