Donare il sangue resta un gesto semplice, ma il modo di viverlo può cambiare grazie a Galaxy XR, il visore con cui Samsung ha deciso di trasformare quei minuti di immobilità forzata che mettono a disagio più persone di quanto si pensi. Chi ha donato almeno una volta lo sa bene: ti fanno sdraiare, ti inseriscono l’ago, e per qualche minuto non puoi fare granché se non guardare il soffitto o il braccio. Non è una questione di paura vera e propria, quella di solito passa subito. È piuttosto quella sensazione di stare fermi, dentro un contesto clinico, che per molti rende l’esperienza più tesa del necessario.
Ed è proprio lì che Samsung e Abbott hanno voluto intervenire, mettendo Galaxy XR al centro di una iniziativa pensata per i centri di donazione del sangue.
Galaxy XR: un giardino zen davanti agli occhi
Il primo test sul campo si è svolto il 2 giugno presso Samsung Digital City, a Suwon, in Corea del Sud, in collaborazione con la Croce Rossa coreana e in concomitanza con la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. A fare da donatori sono stati gli stessi dipendenti di Samsung, e il visore ha accompagnato tutta la fase del prelievo.
Il funzionamento è semplice e, soprattutto, per niente invasivo. Il donatore indossa il Galaxy XR e si ritrova dentro un ambiente ispirato a un giardino zen. Niente controller, niente gesti delle mani: tutto si comanda con lo sguardo. Guardando i vari punti dell’ambiente virtuale, l’utente pianta semi di fiori che crescono intorno a lui, mentre suona una musica composta insieme alla Chicago Symphony Orchestra. La sessione dura tra i tre e i cinque minuti, più o meno il tempo necessario per il prelievo.
James Pak, vicepresidente del team globale B2B di Samsung Electronics, ha spiegato che “donare il sangue non deve più essere un’esperienza stressante” e che l’idea è dimostrare come la realtà estesa possa “creare un valore sociale duraturo” oltre l’intrattenimento o la produttività. Miguel Carrazza, della divisione di Medicina Trasfusionale di Abbott, ha aggiunto che il visore “permette al personale medico di monitorare i donatori con più facilità, mentre questi restano coinvolti in modo naturale”.
Cosa succede adesso
L’iniziativa non si ferma alla Corea. Samsung e Abbott hanno in programma altre tappe in eventi internazionali nelle settimane successive. Dal 15 al 18 giugno è prevista una raccolta di sangue di quattro giorni all’Augmented World Expo di Long Beach, in California, mentre verso fine mese l’esperienza verrà presentata davanti a oltre cento responsabili di banche del sangue di tutto il mondo, durante il congresso della Società Internazionale di Trasfusione del Sangue, in programma a Kuala Lumpur.
Non è la prima volta che Abbott si muove su questo terreno: dal 2016 collabora con organizzazioni della Croce Rossa in quasi 30 Paesi per rendere la donazione più accessibile. Quello che cambia ora è la tecnologia che accompagna il processo.
Uno dei dipendenti Samsung che ha partecipato alla campagna, alla sua ventesima donazione, ha raccontato di aver trovato “affascinante” che il contenuto rispondesse a dove guardava. Un altro, che dona una volta all’anno, ha ammesso che il processo “può risultare un po’ noioso perché devi stare fermo” e che il visore lo ha reso più sopportabile.
Due testimonianze che colgono il punto di tutta l’operazione: non convincere nessuno a donare il sangue, ma fare in modo che chi già lo fa abbia meno motivi per esitare la volta dopo.