OneDrive per Mac cambia marcia, e questa volta in meglio. Microsoft ha messo mano al cuore del client di sincronizzazione, quello che da anni faceva storcere il naso a chi lo usava quotidianamente sui computer Apple. Il motivo del rallentamento, alla fine, era nascosto. Letteralmente. Una cartella cache invisibile che cresceva senza freni e portava con sé problemi di prestazioni e affidabilità. Adesso arriva la correzione, con un nuovo motore di sincronizzazione che promette numeri interessanti.
Tutto nasce nel 2022, quando l’azienda di Redmond decise di rivedere l’architettura di OneDrive sui Mac. Una scelta che, sulla carta, doveva migliorare le cose, ma che si portò dietro un effetto collaterale fastidioso. Quella cartella cache nascosta, col passare dei mesi, gonfiava il sistema e mangiava risorse preziose. Microsoft non ha nascosto il problema, lo ha riconosciuto apertamente, e ora prova a chiudere la partita con la versione 26.098, che parla di una sincronizzazione fino a due volte più rapida, con un consumo ridotto di CPU, memoria e batteria.
OneDrive per Mac, cosa cambia davvero sotto il cofano
Il vecchio meccanismo si appoggiava a quella cartella cache che, file dopo file, diventava sempre più ingombrante. Il nuovo motore invece punta sulla sincronizzazione nativa, andando a integrarsi in profondità con il sistema operativo macOS. Un approccio diverso, più pulito, che cambia il modo in cui i dati viaggiano tra computer e cloud.
La cartella nascosta non sparisce del tutto, va detto. Continua a esistere, ma con un ruolo molto più limitato: archivia soltanto i file non ancora caricati, i file di tipo link e i pacchetti macOS. Anche con centinaia di documenti, il peso resta nell’ordine di qualche megabyte. Una differenza abissale rispetto ai potenziali gigabyte della versione precedente. Ed è proprio qui che si gioca tutto: meno zavorra, meno risorse impegnate, e una sincronizzazione che procede a circa il doppio della velocità.
Supporto ai drive esterni e come capire se è già arrivato
C’è poi una novità che farà felici parecchi utenti, soprattutto chi convive con SSD dalla capacità risicata. Il nuovo motore introduce il supporto ai drive esterni. In pratica diventa possibile spostare l’intera cartella OneDrive su un’unità rimovibile, a patto che rispetti i requisiti richiesti. Per chi lavora su un Mac con poco spazio a disposizione, è una boccata d’ossigeno: si libera memoria interna senza dover rinunciare ai propri file in cloud.
Il rollout è già partito, ma per ora riguarda gli Insider di Microsoft 365. Verificare se il proprio Mac ha ricevuto l’aggiornamento è semplice: basta aprire OneDrive, entrare nella scheda Informazioni e controllare il numero di versione dell’applicazione. Se termina con qualcosa tipo 26H, allora il nuovo motore è già a bordo. La distribuzione completa agli Insider richiederà comunque ancora qualche settimana, e al momento non c’è una data per il canale stabile, quello destinato a tutti gli altri utenti.