La consolidazione delle telecomunicazioni in Europa è un tema di cui si parla da anni, ma il vero passo concreto in questa direzione arriva ora dalla Francia, con un’operazione che potrebbe diventare un modello anche per la Spagna e per il resto del continente. Al centro c’è la vendita di SFR, secondo operatore francese, ai suoi tre grandi rivali: Orange, Bouygues Telecom e Iliad, che possiede Free. Una mossa che ridisegna gli equilibri di un mercato intero.
In Spagna se ne discute da tempo, e Telefónica è tra le aziende che spingono di più per arrivarci, eppure l’unico movimento reale fino a oggi è stato la fusione tra Orange e MásMóvil nel 2024. Curioso che sia proprio Orange a ritrovarsi tra i protagonisti di quanto sta accadendo oltralpe.
Telecomunicazioni in Francia: un’operazione da oltre 20 miliardi di euro
Lo scorso novembre, Orange, Bouygues Telecom e Iliad hanno annunciato ufficialmente un accordo per presentare un’offerta congiunta su gran parte degli asset di SFR, la cui casa madre, Altice, si trascinava dietro un debito di miliardi di euro. Da lì sono partite settimane di trattative serrate con Altice France, la società del miliardario Patrick Drahi.
Adesso il quadro è chiaro: i tre gruppi hanno deciso di acquistare e spartirsi SFR per 20,35 miliardi di euro, con un possibile pagamento aggiuntivo fino a 650 milioni di euro alla chiusura dell’operazione. Numeri che la collocano tra le transazioni più grandi mai viste nel settore in tutta Europa.
La spartizione segue percentuali precise. Bouygues Telecom mette sul piatto il 42 per cento del prezzo di acquisto, Free il 31 per cento e Orange il 27 per cento. In proporzione a questi numeri, i tre operatori si divideranno clienti, asset e frequenze che oggi appartengono a SFR.
Come verranno divisi clienti e frequenze
Scendendo nel dettaglio, Orange assorbirà 4 milioni di clienti mobili, compreso tutto il business prepagato di SFR, più 1 milione di clienti fissi. Bouygues Telecom, dal canto suo, prenderà in carico il segmento aziendale, quello dei contratti B2B che SFR aveva costruito negli anni.
Il via libera definitivo dipende ancora dalle autorizzazioni regolatorie del caso. Se tutto procede senza intoppi, la chiusura potrebbe arrivare nella seconda metà del 2027. A quel punto il mercato francese cambierà volto in modo radicale.
L’effetto più rilevante riguarda la struttura stessa del mercato. Oggi la Francia ha quattro grandi operatori, lo stesso schema che troviamo in Spagna. Con questa operazione si passa a un assetto diverso, pensato per evitare sia il monopolio sia il duopolio, scenari che l’Europa cerca in tutti i modi di scongiurare. La domanda, a questo punto, è se anche gli altri Paesi sceglieranno di seguire la stessa strada.