La Koenigsegg One:1 appartiene a quella ristrettissima famiglia di automobili che hanno cambiato per sempre il modo di intendere la velocità e l’audacia su quattro ruote. Non parliamo di una semplice hypercar, ma della prima Megacar al mondo, un titolo che si è guadagnata sul campo grazie a una potenza di 1.360 CV, l’equivalente esatto di un megawatt. E ora l’esemplare più chiacchierato di questa stirpe sta per finire sotto il martelletto del banditore.
L’auto in questione porta il telaio numero 7108, conosciuta tra gli appassionati semplicemente come JC. Verrà battuta all’asta il 4 luglio 2026 e si porta dietro un’aura di mistero che ha ben pochi paragoni nel mondo dei motori, complice il legame con una figura del motorsport finita di recente nelle cronache giudiziarie.
Un rapporto peso potenza che vale il nome
Il nome One:1 non è una trovata pubblicitaria, ma la fotografia tecnica di questa vettura. Il rapporto peso potenza è perfetto: per ogni chilogrammo di massa c’è un cavallo vapore pronto a spingere. Sotto il cofano lavora un V8 biturbo da 5,0 litri capace di portare l’auto fino a 440 km/h, numeri che ancora oggi fanno girare la testa.
A livello ingegneristico siamo davanti a un piccolo concentrato di raffinatezza: aerodinamica attiva, ammortizzatori Triplex, cerchi in carbonio Aircore e una trasmissione a doppia frizione a sette rapporti. Tutto pensato per trasformare il carburante in velocità pura, senza però rinunciare a quella versatilità che è marchio di fabbrica della casa svedese. Basta rimuovere il segmento del tetto e la One:1 si trasforma in una roadster da togliere il fiato.
Carbonio a vista e quel rosa che spiazza
Se le prestazioni mettono in soggezione, il design della JC riesce comunque a sorprendere chi la guarda. La carrozzeria è in fibra di carbonio e kevlar a vista, coperta solo da una vernice trasparente che ne esalta la trama. A spezzare la serietà del nero ci pensa il China Pink, che colora lo splitter, il tetto, le prese d’aria, l’enorme alettone posteriore attivo e persino le pinze dei freni.
Lo stesso tema cromatico ritorna dentro l’abitacolo, dove il cockpit in pelle e Alcantara nera viene impreziosito da cuciture e profili nella medesima tonalità di rosa. Le iniziali JC campeggiano sulla copertura del motore, firma di un’auto che è già diventata un’icona prima ancora di essere venduta.
Il giallo Sutil e il ritrovamento vicino Monaco
La storia recente di questa Megacar sembra uscita da un romanzo. Per parecchio tempo si è parlato della sua sparizione, fino a quando nel maggio 2026 è stata ritrovata presso un ufficio di leasing a Grünwald, alle porte di Monaco di Baviera. Spesso è stata associata all’ex pilota di Formula 1 Adrian Sutil, incriminato per frode in Germania, ma i documenti ufficiali raccontano un’altra versione: Sutil non ne è mai stato il proprietario legale, pur avendola guidata a lungo dietro pagamento di un canone.
Nonostante le grane burocratiche, l’auto è arrivata fino a oggi in condizioni da museo. Ha percorso appena 4.233 chilometri dalla consegna avvenuta nel 2015, con una manutenzione impeccabile alle spalle e l’ultimo intervento di fabbrica realizzato di recente, proprio in vista della vendita.
L’appuntamento è fissato in una cornice di tutto rispetto: Gut Kaltenbrunn, a Gmund am Tegernsee, con l’asta affidata a RM Sotheby’s. Identificata come lotto 124, questa One:1 è una delle sette unità mai costruite e, tra rarità e clamore mediatico, promette di essere uno dei momenti più caldi dell’estate dei collezionisti.
