Intelligenza artificiale sì, ma con il volante saldamente in mano: è questo il quadro un po’ contraddittorio che salta fuori da un sondaggio firmato Xpeng, il costruttore cinese arrivato in Europa nel 2020 e sbarcato in Italia nel 2025. L’indagine ha messo a confronto la fiducia e l’uso dell’IA tra automobilisti europei (inglesi, tedeschi, francesi, spagnoli e svedesi) e quelli cinesi. E le differenze, diciamolo, sono parecchie.
Il punto è semplice: l’IA piace, eccome. La usano un po’ tutti, nella vita di ogni giorno e anche al volante. Ma c’è un confine ben preciso che pochi sono disposti a superare, ovvero affidare completamente la guida alla macchina. L’82% degli europei dice di capire cos’è l’intelligenza artificiale, però appena il 21% si dichiara a proprio agio con la cosiddetta Physical AI, quella che agisce nel mondo reale. E solo il 13% salirebbe oggi su un’auto a guida completamente autonoma. In Cina, tanto per dare un termine di paragone, siamo al 70%.
Cinque tensioni che pesano sulla fiducia
Xpeng le chiama “tensioni”, cinque nodi che secondo l’azienda decideranno come la mobilità IA si guadagnerà la fiducia del pubblico europeo. La prima è chiara: l’assistenza alla guida va bene, l’autonomia no. Tra il 42 e il 53% degli automobilisti del Vecchio Continente si trova a suo agio con funzioni come il cruise control adattivo, il riconoscimento dei segnali stradali e il mantenimento della corsia. Ma quando l’IA diventa un sostituto del guidatore, magari chiamata a prendere decisioni d’emergenza, la serenità sparisce. Nel complesso il 53% esprime poca o nessuna fiducia.
Poi c’è la familiarità che non si traduce in comfort: gli europei dicono di conoscere l’IA (sempre quell’82%), ma il comfort con la Physical AI resta basso. Conta molto anche l’esperienza diretta. Il 57% degli europei ammette che una prova positiva cambierebbe la percezione in meglio, percentuale che in Cina schizza al 90%.
E attenzione, perché l’Europa non funziona come un blocco unico. La Spagna è piuttosto aperta, con il 63% di fiducia nell’IA applicata all’auto e il 32% a suo agio con la Physical AI. Regno Unito e Svezia invece frenano (34% e 32% di fiducia nell’auto). Curioso il dato tedesco: il 59% ritiene che la Germania sia indietro nell’adozione di queste tecnologie.
La fiducia come vero collo di bottiglia
Alla fine il problema più grosso è proprio la fiducia verso le aziende. Solo il 54% degli europei crede, almeno un po’, che le società tecnologiche e della mobilità lavorino davvero nell’interesse dei consumatori. In Cina si arriva al 94%, un abisso. A spaventare sono soprattutto due cose: la perdita del controllo umano sulle macchine (61%) e la perdita di posti di lavoro (46%).
Sul tema è intervenuto Brian Gu, Vice Chairman e President di Xpeng, che ha messo l’accento su un concetto preciso. “Questa ricerca dimostra che le sole capacità tecnologiche non basteranno a guidare l’adozione: il vero motore sarà la fiducia. La fiducia si costruisce quando la tecnologia è sicura, trasparente e progettata attorno alle reali esigenze umane. Se saremo in grado di conquistare la fiducia in Europa, potremo contribuire a definire un benchmark globale ancora più solido per l’innovazione responsabile”.