Chi non ha un televisore in casa può evitare che il canone Rai finisca automaticamente in bolletta, ma serve muoversi in fretta: per chiedere l’esenzione valida da luglio a dicembre c’è tempo soltanto fino al 30 giugno. Chi invece guarda più avanti, dal primo luglio fino al 31 gennaio 2027, potrà inoltrare la domanda valida per tutto l’anno prossimo.
Sono ormai dieci anni che il canone Rai viene addebitato direttamente nelle bollette dell’energia elettrica, suddiviso in dieci rate che vanno da gennaio a ottobre. Un meccanismo automatico che ha semplificato la riscossione, ma che porta con sé un’eccezione importante: chi non possiede alcun televisore non è tenuto a pagare. E qui entra in gioco la domanda di esenzione, l’unico modo per fermare quell’addebito che altrimenti scatterebbe da solo.
Come funziona la domanda di esenzione
Il documento da compilare è la dichiarazione sostitutiva dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un modulo in cui si attesta, sotto la propria responsabilità, di non avere un televisore in nessuna delle abitazioni che si possiedono. Una volta che la richiesta viene elaborata, l’addebito automatico in bolletta si interrompe a partire dal mese successivo. Quindi, per la finestra in scadenza a fine giugno, l’esonero coprirà il periodo che va da luglio a dicembre.
C’è però un dettaglio da tenere a mente, e non è un dettaglio da poco: l’esenzione non è per sempre. Va rinnovata ogni anno, senza scorciatoie. E se durante il periodo coperto cambia qualcosa, ad esempio un familiare sposta la residenza altrove oppure in casa entra finalmente un televisore, allora bisogna compilare il quadro C del modello per segnalare la variazione. Insomma, niente automatismi: la situazione va aggiornata appena cambia.
Doppio addebito e altri casi di esonero
Capita anche un’altra situazione piuttosto comune, soprattutto nelle famiglie numerose. Può succedere che il canone Rai risulti già pagato da un altro componente della stessa famiglia anagrafica, vale a dire persone che vivono sotto lo stesso tetto e sono legate da parentela, matrimonio o tutela. In questi casi, per evitare di ritrovarsi con un doppio addebito sulla bolletta, la mossa giusta è compilare il quadro B dello stesso modulo dell’Agenzia delle Entrate. Un passaggio che mette al riparo da pagamenti inutili e duplicati.
Oltre a chi non possiede un televisore, esistono poi altre categorie di soggetti che non sono tenuti a versare la tassa. La regola di base resta comunque la stessa: senza una dichiarazione formale, il sistema continua ad addebitare il canone come se nulla fosse, perché parte dal presupposto che un apparecchio televisivo ci sia. Sta quindi al cittadino farsi avanti e dimostrare il contrario, rispettando le scadenze previste.
Il termine del 30 giugno vale per chi vuole bloccare l’addebito già da luglio. Lasciar passare quella data significa rinunciare all’esonero per la seconda metà dell’anno, con il canone che continuerebbe a comparire regolarmente nelle rate della bolletta elettrica.