Starlink sta cambiando le regole del gioco in Europa, e la fibra ottica, che fino a poco tempo fa sembrava imbattibile, ora ha un rivale serio anche dove meno te lo aspetti. La connessione satellitare della società di SpaceX si avvicina sempre di più, per velocità e stabilità, alle reti terrestri. Tanto che in diversi Paesi europei sta diventando una vera alternativa alla fibra. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Ookla, che ha messo nero su bianco numeri piuttosto significativi.
Starlink,un balzo del 45% in dodici mesi
Il dato che salta subito all’occhio riguarda la crescita delle prestazioni. Confrontando il primo trimestre del 2025 c on lo stesso periodo del 2026, la velocità media di download di Starlink è passata da 114,05 Mbps a 165,71 Mbps. Un salto del 45% in appena un anno, segno di un lavoro costante per potenziare il servizio.
I dati arrivano dai test di velocità Speedtest, tra i più usati al mondo. E il miglioramento non è stato un caso isolato: ha riguardato 26 dei 27 Paesi europei analizzati. Nel frattempo, la compagnia ne ha approfittato anche per ritoccare i prezzi al rialzo e per diversificare le tariffe, spingendo soprattutto quelle più costose, che poi sono quelle capaci di garantire le velocità maggiori.
La cosa interessante è che la connessione satellitare, almeno nel suo formato base, non ha molto da invidiare a una linea cablata. Certo, i satelliti in orbita LEO non possono competere con un’offerta di fibra da 10 Gbps, anche se Starlink sta preparando il lancio di un piano da un Gbps. Ma per chi cerca un’alternativa solida agli operatori tradizionali, l’offerta di SpaceX si fa notare eccome. Ed è proprio questo che spiega la sua diffusione nel continente.
Dove la fibra fatica, Starlink avanza
Il Internet via satellite diventa più visibile proprio là dove la rete fissa arranca: isole, campagne, zone rurali, posti difficili da raggiungere con i cavi. La Grecia è l’esempio perfetto, con una delle penetrazioni di fibra più basse e, allo stesso tempo, la seconda quota più alta di rilevazioni Starlink. L’Irlanda invece è l’eccezione che conferma la regola. Quarta nonostante una buona copertura in fibra, complici le tempeste invernali che colpiscono spesso il Paese.
C’è però una spina nel fianco per la compagnia, e si chiama Spagna. Mentre il resto d’Europa viene conquistato in misura più o meno ampia, i Paesi con una rete in fibra solida resistono ancora. La Spagna è tra questi: gli investimenti del governo per garantire una banda larga minima, insieme ai continui dispiegamenti di fibra e 5G, rendono Starlink interessante solo per quegli angoli di popolazione ancora privi di copertura a banda larga veloce.
Il punto è che il satellite, in Europa, ormai non è più un aneddoto. Il rapporto di Ookla è solo un piccolo assaggio, ma lascia intuire quanto peso abbia preso SpaceX come fornitore di accesso a Internet. Non è una comparsa, si è guadagnato un ruolo da protagonista. E suona come un campanello d’allarme per gli operatori: se già adesso sta mangiando una fetta di mercato solo con l’accesso domestico, il danno potrà diventare ben più grosso quando arriverà a offrire dati telefonici tramite la tecnologia Direct to Cell.