La corsa alle auto elettriche economiche cambia ancora marcia, e questa volta il merito va alla BYD Dolphin Surf, la compatta a batteria che il costruttore cinese si prepara ad aggiornare in modo sostanziale. Dopo lo sbarco in Europa, il modello che in patria viene chiamato Seagull guadagna una nuova versione a cinque posti, pensata per chi cerca un’elettrica piccola ma capace di reggere le esigenze quotidiane senza svuotare il portafoglio. Un passo che racconta bene la direzione presa da BYD, ormai sempre più aggressiva nel nostro continente.
L’aspetto che salta subito all’occhio riguarda lo spazio interno. La configurazione aggiornata porta infatti a cinque posti omologati, dettaglio tutt’altro che secondario per chi ha una piccola famiglia e fatica a trovare una citycar elettrica davvero abitabile. Di solito queste vetture peccano proprio dietro, con divani posteriori sacrificati e poco utilizzabili. Qui invece le cose cambiano grazie alla piattaforma e-Platform 3.0 sviluppata internamente da BYD, che permette di sfruttare al meglio ogni centimetro. Il risultato è un abitacolo sorprendente, considerando che parliamo di un’auto lunga meno di quattro metri. Un piccolo capolavoro di ingegneria degli spazi, insomma, che la mette davanti a buona parte della concorrenza nel segmento urbano.
Autonomia migliorata e tecnologia BYD Blade Battery
L’altra novità pesante riguarda la percorrenza. La versione rinnovata promette un’autonomia più generosa rispetto alle prime configurazioni viste da noi, avvicinandosi ai numeri che hanno reso la Seagull un successo su scala internazionale. Il cuore del sistema resta la Blade Battery, la batteria al litio-ferro-fosfato che ormai è diventata una firma di BYD. Sulle versioni europee più aggiornate l’autonomia urbana secondo il ciclo WLTP arriva fino a 507 chilometri, mentre la ricarica rapida in corrente continua consente di passare dal 30 all’80 per cento in circa 22 minuti. Niente male per una macchina di questa categoria. E poi c’è la dotazione tecnologica, davvero ricca: schermo touchscreen rotante da 10,1 pollici, connettività evoluta e una bella scorta di sistemi ADAS già di serie.
Il punto su cui la Dolphin Surf gioca la partita più importante, però, resta il prezzo. In Europa il listino è partito da poco meno di 20.000 euro nelle campagne promozionali, andando a infilarsi proprio nel mezzo della battaglia con rivali come Dacia Spring, Leapmotor T03, Citroën ë-C3, Hyundai Inster e le elettriche compatte che i marchi europei stanno preparando. La strategia del costruttore cinese è chiara come il sole: prendersi la fascia più bassa del mercato elettrico, quella che ancora oggi frena la diffusione di massa delle auto a batteria. Del resto la Seagull, da cui deriva la Dolphin Surf, è uno dei modelli elettrici più venduti in Cina, e diventa un pezzo fondamentale del piano di espansione europeo di BYD. Con la variante a cinque posti e l’autonomia rivista verso l’alto, la compatta rafforza la sua candidatura a protagonista nel settore delle elettriche low cost, un segmento che nei prossimi anni peserà sempre di più sulle scelte di chi guarda al passaggio all’elettrico.