Amazon Music sta cambiando faccia per alcuni abbonati Prime, e non in meglio. Le prime email che annunciano l’arrivo della pubblicità sono già partite in qualche mercato lontano da noi, segnando un punto di svolta per chi era abituato ad ascoltare la propria musica senza interruzioni. Il messaggio è arrivato a clienti in Australia e in India, e la cosa fa storcere il naso a chi pensava che il proprio abbonamento includesse certi vantaggi a tempo indeterminato.
La logica, in fondo, è sempre la stessa. Il tempo passa e i benefici si assottigliano, un po’ come un maglione che torna dalla lavatrice più piccolo di come c’era entrato. I vantaggi di Amazon Prime restano comunque tanti: abbonamento annuale o mensile, spedizioni rapide e gratuite sugli acquisti, più una serie di servizi accessori che fanno gola. C’è lo streaming video di Prime Video, c’è il gaming in cloud di Amazon Luna, c’è il backup delle foto con Amazon Photos e, appunto, c’è lo streaming musicale.
Cosa cambia per chi ascolta musica con Prime
A finire sotto la lente in queste ore è proprio quest’ultimo servizio. Su Reddit un utente australiano ha pubblicato una email in cui lo staff dello streaming musicale lo avvisava di due novità in arrivo. La prima è abbastanza prevedibile, una restrizione che si capisce al volo. La seconda lascia parecchi dubbi: arriveranno gli spot, sì, ma con quale frequenza? Su questo punto regna ancora il silenzio. Quello che è chiaro, però, è che l’esperienza di chi ascolta Amazon Music con un abbonamento Prime non sarà più la stessa.
E non si tratta di un caso isolato. La stessa comunicazione è arrivata anche a un collaboratore indiano del settore, segno che il fenomeno tocca più di un Paese alla volta. Lo store arancione, insomma, sta stringendo la cinghia, almeno per ora soltanto in alcuni mercati ben precisi.
La versione ufficiale di Amazon e i dubbi che restano
Interpellata sulla faccenda, la filiale locale ha provato a circoscrivere il discorso con una risposta piuttosto netta: la novità riguarderebbe nello specifico l’offerta di Amazon Music in India. Peccato che la testimonianza arrivata dall’utente australiano racconti tutt’altra storia, allargando il quadro ben oltre i confini indiani e mettendo in dubbio che si tratti di un esperimento confinato a un solo territorio.
Al momento, mentre se ne parla, non risultano provvedimenti analoghi né in Europa né negli Stati Uniti. Gli abbonati di queste aree possono tirare un sospiro di sollievo, ma con qualche cautela. Quando una compagnia inizia a testare un modello con pubblicità in certi mercati, spesso è solo questione di tempo prima che la cosa si allarghi anche altrove. Per ora, comunque, da queste parti tutto tace e l’ascolto resta pulito.
Chi tiene d’occhio l’evoluzione dei servizi in abbonamento conosce bene questo copione. Si parte con un pacchetto ricco di vantaggi, poi pian piano qualche tassello viene tolto o ridimensionato, e l’utente si ritrova a pagare la stessa cifra per un servizio leggermente diverso da quello sottoscritto all’inizio. Le email partite verso Australia e India sono il primo segnale concreto di questo movimento per Amazon Music, e dicono molto sulla direzione che lo streaming musicale del colosso potrebbe prendere nei prossimi mesi.