God of War Laufey è il nuovo spin-off della saga annunciato durante lo State of Play del 2 giugno, e mette al centro un personaggio che i fan conoscono già di nome ma forse non così a fondo: Faye, la guerriera norrena legata a doppio filo alla storia di Kratos e di suo figlio. La domanda che gira tra gli appassionati è semplice e diretta. Chi è davvero questa figura, e che ruolo avranno i protagonisti storici nel gioco?
Chi è Faye e perché merita un gioco tutto suo
Per chi ha seguito la saga, il nome Faye non suona nuovo. È la madre di Atreus e la compagna di Kratos, una presenza che aleggia su tutta la vicenda pur essendo già scomparsa quando le avventure del semidio greco approdano nelle terre nordiche. La sua eredità pesa, eccome. Le sue scelte, i suoi segreti e il legame con la mitologia norrena hanno guidato buona parte della trama dei capitoli più recenti, anche se il giocatore non l’aveva mai vista in azione.
Ed è proprio qui che God of War Laufey prova a colmare un vuoto. Lo spin-off si concentra interamente su di lei, raccontando una fase della sua esistenza che fino a oggi era rimasta nell’ombra. Una guerriera con un passato complesso, radicata in un mondo fatto di divinità, profezie e battaglie. Il titolo stesso, Laufey, rimanda a un altro nome con cui Faye era conosciuta nella tradizione norrena, e questo dettaglio dice già parecchio sull’intenzione degli sviluppatori di esplorare le sue origini più autentiche.
Kratos e Atreus ci saranno?
La risposta interessa molti, ed è abbastanza netta. Kratos e Atreus compaiono nel gioco, ma non sono i protagonisti. Il loro ruolo è quello di personaggi secondari, comparse importanti che si inseriscono nella narrazione senza rubare la scena alla vera star dello spin-off. Una scelta coraggiosa, se ci pensate, perché finora la saga aveva costruito tutto attorno alla figura del guerriero spartano e del rapporto con il figlio.
Spostare il baricentro su Faye significa offrire una prospettiva diversa, raccontare gli stessi luoghi e le stesse leggende da un punto di vista inedito. Per chi conosce a memoria le vicende di Kratos, sarà l’occasione di vedere come tutto sia cominciato, di capire meglio il contesto in cui la guerriera norrena si muoveva prima che le strade dei personaggi si incrociassero.
L’annuncio dello State of Play ha quindi messo sul tavolo qualcosa di nuovo per il franchise. Non un seguito diretto, non l’ennesima avventura del duo padre e figlio, ma un racconto che guarda al passato per arricchire un universo narrativo già denso di significati. Faye smette di essere solo un ricordo evocato dagli altri personaggi e diventa finalmente giocabile, con una sua storia da vivere in prima persona.
Resta da scoprire come gli sviluppatori intendano gestire il tono e le meccaniche di gioco, considerando che God of War Laufey parte da premesse parecchio diverse rispetto ai capitoli principali. L’attenzione, almeno per ora, è tutta sulla figura della guerriera e sul mondo norreno che fa da sfondo alle sue gesta, lo stesso che i fan hanno imparato a conoscere attraverso gli occhi di Kratos.