Il mercato auto Italia tiene il passo anche a maggio 2026, con 150.096 nuove immatricolazioni e una crescita del 7,6% sullo stesso mese dell’anno scorso. Numeri che raccontano una fase di espansione tutt’altro che episodica, perché basta allargare lo sguardo ai primi cinque mesi per ritrovare lo stesso segno positivo. Da gennaio a maggio le auto messe su strada sono 790.301, con un incremento complessivo del 9,4%. C’è però un dettaglio che ridimensiona l’entusiasmo: rispetto ai livelli pre pandemia del 2019, il comparto resta ancora indietro del 13,2%.
A mettere le cose in prospettiva ci ha pensato Roberto Pietrantonio, presidente dell’UNRAE, che ha parlato di un trend espansivo nei volumi mensili ma facilmente influenzabile dall’incertezza del contesto, sia locale sia globale. Una fase di recupero, insomma, che per consolidarsi davvero ha bisogno di politiche industriali serie e di un quadro normativo stabile, capace di ridare fiducia a famiglie e imprese quando si tratta di decidere se comprare o investire. Il tono è quello di chi vede il bicchiere mezzo pieno, ma con prudenza.
Elettrificate in crescita, termiche in calo
Sul fronte delle motorizzazioni, maggio 2026 fotografa una transizione ormai avviata. Le auto ibride restano padrone assolute del mercato con il 47,1% di quota, suddivisa tra il 16% delle full hybrid e il 31,1% delle mild hybrid. Niente da fare per le altre alimentazioni, almeno quando si parla di numeri grezzi. Ma la parte interessante riguarda le ricaricabili: le auto elettriche, le BEV, arrivano all’8,8% del mercato, spinte soprattutto dagli incentivi su alcuni modelli specifici. Le ibride plug in, le PHEV, fanno ancora meglio e toccano il 10,2%.
E le termiche? Continuano a perdere terreno. La benzina scende al 20,4%, il diesel non va oltre il 6,6%, una quota che fino a qualche anno fa sarebbe sembrata impensabile. Guardando invece a chi compra, emerge una bella spinta dei privati, che raggiungono il 53,1% del totale. Segno che la voglia di cambiare auto, almeno per ora, non riguarda solo flotte e aziende.
La fotografia delle aree geografiche
La distribuzione sul territorio racconta un’Italia a velocità diverse. Il Nord Est resta l’area trainante con una quota del 31,8%, in leggerissima crescita dello 0,1%. Un primato che però va letto con attenzione, perché è sostenuto in buona parte dal settore del noleggio: togliendo quella componente, la quota crollerebbe al 21,5%. Tutt’altra musica per il Nord Ovest, che a maggio segna una flessione del 5,2% e si ferma al 25,0%.
Più incoraggianti i dati del resto della penisola. Il Centro sale al 26,3%, guadagnando 1,4 punti percentuali, mentre il Sud raggiunge l’11,1% con un balzo di 2,4 punti. Anche le Isole si muovono nella direzione giusta e arrivano al 5,7%, con un incremento di 1,1 punti. Un quadro che vede il Mezzogiorno recuperare posizioni, mentre il vecchio asse del Nord industriale mostra qualche segnale di affaticamento.