Una connessione Bluetooth chiamata “BOMB” ha trasformato un volo tranquillo verso Maiorca in un’emergenza vera e propria, con tanto di inversione di rotta sopra l’oceano e protocolli antiterrorismo scattati a migliaia di metri di altezza. Tutto per uno scherzo di pessimo gusto, partito da un ragazzino di 16 anni che probabilmente non immaginava le conseguenze del suo gesto. La scena prima del decollo la conoscono un po’ tutti: l’equipaggio chiede di mettere i telefoni in modalità aereo e di spegnere i dispositivi più grandi. Roba di routine, una formalità che i passeggeri accettano senza fare storie, giusto per evitare interferenze durante il viaggio. Solo che stavolta, in quel volo tra Stati Uniti e Spagna dello scorso fine settimana, è andata diversamente.
Un dispositivo Bluetooth chiamato “BOMB” costringe l’aereo a tornare indietro
L’episodio è successo su un volo di United Airlines, operato con un Boeing 767-400ER, decollato alle 17:58 di sabato dall’aeroporto internazionale Newark Liberty con destinazione Palma di Maiorca. Un paio d’ore dopo il decollo, con l’aereo ormai sopra l’Atlantico, le hostess hanno annunciato dagli altoparlanti che tutti i passeggeri dovevano spegnere immediatamente il Bluetooth, seguendo una direttiva urgente arrivata dalla sede centrale della compagnia a Chicago.
Il motivo è rimasto inciso nelle comunicazioni audio tra i piloti e il controllo del traffico aereo. Qualcuno a bordo aveva rinominato il proprio dispositivo come “BOMB”, un nome visibile a chiunque avesse la connessione attiva nelle vicinanze. Dopo l’ultimo avviso di un minuto, almeno due apparecchi erano rimasti accesi. A quel punto i piloti hanno deciso di interrompere il viaggio e tornare verso il suolo statunitense, attivando durante la manovra il codice 7700, il segnale di emergenza generale.
L’atterraggio a Newark è stato accolto da uno schieramento imponente di agenti locali e federali, che aspettavano sulla pista. I 190 passeggeri e i 12 membri dell’equipaggio sono stati fatti scendere con telefoni e passaporti alla mano, mentre il personale di sicurezza ispezionava l’aereo e la zona di carico.
Alla fine le autorità hanno confermato che non c’era alcun esplosivo a bordo e che tutta la minaccia si riduceva al nome di un dispositivo wireless. Il responsabile, quel sedicenne, è stato fermato e ora potrebbe trovarsi ad affrontare delle conseguenze legali. I passeggeri, per fortuna, hanno potuto reimbarcarsi nel cuore della notte sullo stesso aereo, ovviamente dopo un nuovo controllo, arrivando a Maiorca il pomeriggio successivo.
La sicurezza a bordo non ammette scherzi
Questo caso si aggiunge a una serie di altri incidenti legati alle reti wireless come il Bluetooth durante i voli. Lo scorso gennaio un volo di Turkish Airlines è atterrato d’emergenza perché un passeggero aveva creato una rete WiFi con una minaccia di bomba nel nome. A maggio, invece, un volo di KLM tra Malaga e Amsterdam ha subìto ritardi per una vicenda molto simile. Quando spunta una minaccia del genere, i protocolli delle compagnie aeree sono di tolleranza zero, punto.