Plumadraco bankoorum è il nome scelto per una nuova specie di uccello preistorico che, milioni di anni fa, condivideva l’ambiente con i dinosauri. A descriverlo è stato un gruppo di studiosi che ha messo nero su bianco i risultati in un articolo scientifico, raccontando di un animale dalle caratteristiche piuttosto sorprendenti. Le sue lunghissime piume caudali iridescenti sono il dettaglio che più colpisce, e che lo rende diverso da molti altri reperti dello stesso periodo.
Un volatile dalle piume spettacolari
La scoperta arriva da un team di paleontologi legati all’Università di Chicago e al Field Museum, due realtà che da tempo lavorano sullo studio degli animali del passato. La specie, battezzata appunto Plumadraco bankoorum, viveva durante il Cretaceo, un’epoca lontanissima in cui i grandi rettili dominavano la Terra. Non un caso isolato, insomma, ma un altro tassello che aiuta a capire meglio come fossero fatti gli ecosistemi di allora.
Quello che rende interessante questo ritrovamento sono le piume della coda. Lunghe, vistose, con quei riflessi cangianti che oggi associamo a certi uccelli moderni. Caratteristiche che, in un animale così antico, lasciano immaginare comportamenti legati magari al corteggiamento o al riconoscimento tra simili. È un tipo di dettaglio che raramente si conserva nel tempo, e proprio per questo ogni reperto del genere finisce per attirare parecchia attenzione tra chi studia l’evoluzione degli uccelli preistorici.
Quando uccelli e dinosauri condividevano lo stesso mondo
L’idea che gli uccelli abbiano camminato e volato accanto ai dinosauri non è nuova, ma trovare prove concrete di una specie finora sconosciuta ha sempre un valore particolare. Ogni nuovo fossile racconta qualcosa che prima mancava, e Plumadraco bankoorum aggiunge un pezzo a questo grande mosaico.
Il lavoro dei paleontologi del Field Museum e dell’ateneo di Chicago si inserisce proprio in questa direzione: ricostruire, frammento dopo frammento, la storia di animali che hanno preceduto di gran lunga la comparsa dell’uomo. La pubblicazione dello studio rappresenta il momento in cui questa nuova specie entra ufficialmente nei registri scientifici, pronta a essere studiata e confrontata con le altre già note del periodo.