Per anni la webcam su Windows ha funzionato secondo una regola ferrea: una sola applicazione alla volta poteva accedere al flusso video. Chi usava Teams si ritrovava bloccato se voleva aprire anche Zoom, e viceversa. Una limitazione fastidiosa che adesso, dopo dieci anni, è finalmente sparita grazie a un aggiornamento di Windows 11.
Chi è abituato a passare da un software all’altro per le videochiamate conosce bene il problema. Il sistema operativo, almeno senza ricorrere a programmi di terze parti, non gradiva affatto questo tipo di situazione. La reazione era sempre la stessa: un messaggio d’errore e l’invito a chiudere una delle due applicazioni in conflitto per poter andare avanti. Un comportamento vecchio quanto Windows 10, che è caduto con l’aggiornamento opzionale KB5089573 di maggio 2026, disponibile per tutti già a partire dal Patch Tuesday di giugno.
Come attivare la condivisione della webcam
La funzione si chiama Multi-App Camera e non è attiva di default. Per metterla in funzione bisogna entrare in Impostazioni, poi Bluetooth e dispositivi, selezionare Fotocamere, scegliere la propria webcam e attivare la modalità multi applicazione nelle impostazioni avanzate. Una volta spostato l’interruttore, il flusso video viene condiviso tra tutte le applicazioni che lo richiedono, senza conflitti e senza messaggi d’errore.
L’aggiornamento porta con sé anche un secondo strumento, battezzato Basic Camera. Il principio è semplice: far passare la webcam sul driver generico di Microsoft per capire se un malfunzionamento dipende dal sistema oppure dal driver del produttore. Un sistema di diagnosi che torna utile quando la fotocamera sparisce misteriosamente dopo un aggiornamento, una cosa che capita più spesso di quanto si vorrebbe.
Perché ci sono voluti dieci anni
Il blocco della webcam a una sola applicazione risale al 2016, quando il Windows 10 Anniversary Update aveva limitato l’accesso simultaneo al flusso video. All’epoca quella modifica aveva mandato in tilt le configurazioni di parecchi utenti, e per dieci anni software di terze parti come SplitCam avevano riempito il vuoto. Microsoft aveva testato la modalità multi app nel programma Insider già dalla fine del 2024, ma la funzione non era mai arrivata alla versione stabile fino ad ora. La documentazione di Microsoft chiarisce un dettaglio interessante: la modalità è nata in origine pensando alla comunità delle persone non udenti, per permettere di mostrare contemporaneamente un interprete della lingua dei segni e un’applicazione di videoconferenza. L’uso per il grande pubblico non era la priorità.
E qui entrano in gioco situazioni ben precise. Streamer che registrano durante una chiamata, formatori che proiettano la propria fotocamera su due strumenti diversi, lavoratori da remoto che controllano l’inquadratura mentre Teams gira in sottofondo. Casi particolari, d’accordo. Ma bastava ritrovarcisi una volta sola per toccare con mano i limiti della gestione della webcam da parte di Microsoft. Tutti, fino a ieri, dovevano affidarsi a programmi esterni oppure chiudere una finestra.