Amazon ha messo nel mirino anche la quota del 20% che Apple detiene in Globalstar, la società specializzata nella connettività satellitare. La conferma arriva da un documento che il colosso di Seattle ha depositato presso la FCC, l’autorità statunitense che regola le telecomunicazioni, nell’ambito della maxi operazione da 11,6 miliardi di dollari (circa 10,7 miliardi di euro) con cui punta a rilevare l’intera azienda. In pratica, oltre a comprarsi Globalstar, Amazon si porterà a casa anche la fetta che fino a oggi era saldamente nelle mani di Apple.
Come funziona l’operazione tra Amazon e Globalstar
Il documento depositato è, tecnicamente, una richiesta formale di consenso per il trasferimento delle licenze e delle autorizzazioni di Globalstar. È il secondo passaggio di un processo di fusione che si sviluppa in due tempi. Nel primo, Amazon si unisce a Globalstar attraverso una sussidiaria creata apposta, chiamata Grapefruit Acquisition Sub II, LLC. Subito dopo, sarà la stessa entità a rilevare la partecipazione azionaria di Apple.
Per capire il peso di quella quota bisogna fare un passo indietro. Apple aveva costruito negli anni un rapporto piuttosto stretto con Globalstar, fino a diventarne azionista di un certo rilievo. Alla fine del 2024 era emerso che la casa di Cupertino aveva ampliato il proprio investimento fino a 1,1 miliardi di dollari (poco più di 1 miliardo di euro), contro i 300 milioni iniziali legati alla partnership per i servizi satellitari. Numeri che raccontano quanto Apple credesse in questa tecnologia.
In base ai termini dell’accordo allargato, Globalstar si era impegnata a riservare l’85% della propria capacità satellitare proprio ad Apple. In cambio, Cupertino aveva ottenuto 400.000 azioni Class B, pari appunto a una quota del 20% nella società. Ed è esattamente quella quota che ora finisce nelle mani di Amazon.
Cosa succede a SOS Emergenze su iPhone
Quella collaborazione non era un dettaglio da poco: è ciò che ha reso possibile SOS Emergenze tramite satellite su iPhone, la funzione che permette di contattare i servizi di soccorso anche quando manca del tutto la copertura cellulare. Una di quelle cose che si spera di non dover mai usare, ma che possono davvero fare la differenza in mezzo a una valle senza segnale o in una zona isolata.
Su questo fronte, Amazon ci tiene a rassicurare. Nel documento ribadisce che l’acquisizione non interromperà i servizi che Globalstar fornisce oggi ad Apple, garantendo quindi la continuità di SOS Emergenze per chi possiede un iPhone. Niente sorprese sgradite, almeno sulla carta, per gli utenti che già contano su quella funzione.
L’ambizione di Amazon, però, va ben oltre la semplice gestione dell’esistente. Nel testo depositato all’FCC, la società mette nero su bianco i suoi obiettivi: la combinazione proposta, si legge, le consentirà di costruire una rete D2D di nuova generazione e portata globale, pensata appositamente per offrire servizi a smartphone e altri dispositivi mobili su più operatori e produttori.
Tradotto: Amazon vuole trasformare l’infrastruttura satellitare di Globalstar in una piattaforma aperta, capace di servire l’intero mercato degli smartphone e non più soltanto l’ecosistema Apple. Una mossa che, se andrà in porto, potrebbe ridisegnare gli equilibri della connettività satellitare diretta verso i dispositivi mobili, allargando la platea ben oltre i confini di Cupertino.