Destruction AllStars non è più disponibile per l’acquisto sul PlayStation Store. La notizia è arrivata senza troppi preamboli, con un messaggio che ha informato i giocatori della chiusura dei servizi multiplayer e della rimozione dalla vendita. Una decisione che, pur riguardando un titolo mai decollato davvero, ha riacceso una discussione che covava da tempo tra la community PlayStation.
Il messaggio comparso sulla pagina del gioco è piuttosto chiaro: i servizi multiplayer di Destruction AllStars sono stati messi offline. I Destruction Point, la valuta interna del gioco, sono stati rimossi dalla vendita sul PlayStation Store, ma potranno ancora essere riscattati fino al 25 novembre 2026. Chi possiede già il gioco potrà comunque continuare ad accedere alla modalità Arcade, che resta funzionante e ricca di contenuti. Insomma, non è una chiusura totale, ma poco ci manca.
Un’esclusiva PS5 che non ha mai convinto
Il punto dolente non è tanto la scomparsa di Destruction AllStars in sé. Parliamo di un titolo che non ha mai trovato il proprio pubblico, nonostante fosse nato come esclusiva PS5. Il vero nodo è un altro, e riguarda il quadro complessivo di questa generazione. Perdere un’esclusiva, anche una dal percorso tormentato, fa rumore in un momento in cui la lineup esclusiva di PS5 è già considerata piuttosto sottile da buona parte della community. A questo si aggiungono i ripetuti aumenti di prezzo sia sull’hardware che sul software, che hanno reso il clima ancora più teso tra i giocatori.
La storia di Destruction AllStars è stata controversa fin dall’inizio. Sony aveva inizialmente pensato di proporlo a prezzo pieno, salvo poi cambiare rotta e offrirlo gratuitamente agli abbonati PlayStation Plus. Una mossa che aveva fatto discutere parecchio, perché in molti l’avevano letta come un’ammissione implicita: il gioco non avrebbe retto sul mercato a quel prezzo.
L’ennesimo capitolo della stagione dei live service
Destruction AllStars finisce così per rappresentare un altro tassello di una strategia che non ha funzionato. La spinta verso i live service voluta dall’ex capo di PlayStation, Jim Ryan, ha prodotto più delusioni che successi. Basta pensare al disastro di Concord, chiuso pochissimo tempo dopo il lancio, o all’acquisizione di Bungie, che non ha portato i risultati sperati e ha anzi generato problemi interni non indifferenti.
È probabile che online ci giocassero ormai pochissime persone, e la permanenza della modalità Arcade garantisce almeno una forma di accesso a chi aveva acquistato o scaricato il gioco in passato. Ma resta il fatto che Destruction AllStars esce di scena in modo silenzioso, quasi in punta di piedi, dopo una vita breve e piena di polemiche. Un titolo nato con ambizioni da arena multiplayer competitiva e finito nel dimenticatoio ben prima della chiusura ufficiale dei server.