L’idea di essere pagati per consumare elettricità sembra una di quelle trovate troppo belle per essere vere. Eppure sta succedendo davvero, e non in qualche esperimento di nicchia, ma in diversi paesi europei dove il fenomeno sta prendendo piede con una velocità che ha sorpreso anche gli addetti ai lavori. Il meccanismo è legato a doppio filo con la crescita impressionante dell’energia solare nel continente, e merita di essere raccontato per capire dove sta andando il mercato energetico.
Quello che sta accadendo è relativamente semplice da spiegare, anche se le dinamiche di fondo sono tutt’altro che banali. Con l’esplosione degli impianti fotovoltaici in tutta Europa, ci sono momenti della giornata in cui la produzione di energia supera di gran lunga la domanda. Quando questo succede, i prezzi dell’elettricità sui mercati all’ingrosso scendono sotto zero. Esatto. L’energia arriva a valere meno di niente. Sono i cosiddetti episodi di prezzi negativi, e si stanno moltiplicando a un ritmo che fino a pochi anni fa nessuno avrebbe previsto. In pratica, durante le ore di picco solare, c’è così tanta corrente disponibile che smaltirla diventa un problema. E qualcuno ha pensato bene di trasformare quel problema in un’opportunità commerciale.
Energia elettrica gratis: come funziona il meccanismo e chi ne approfitta
Alcuni fornitori di energia hanno fiutato l’occasione e hanno iniziato a proporre offerte che ribaltano la logica tradizionale: invece di far pagare il consumo ai propri clienti, li remunerano quando utilizzano elettricità nei momenti in cui i prezzi sono negativi. Il concetto è quasi controintuitivo, eppure ha una sua logica ferrea.
Se l’energia in eccesso non viene consumata, va sprecata oppure bisogna pagare per scaricarla dalla rete. Meglio allora incentivare i consumatori a usarla, magari per ricaricare un’auto elettrica, far girare la lavatrice o accumulare calore. L’offerta di essere pagati per consumare elettricità è ancora considerata marginale nel panorama europeo, ma la sua espansione è evidente. I numeri crescono mese dopo mese, e il modello sta attirando l’attenzione di operatori sempre più grandi.
Arriverà anche in Francia e nel resto d’Europa?
La grande domanda, naturalmente, è se questo tipo di proposta commerciale possa estendersi anche ad altri mercati. In Francia, per esempio, il dibattito è già aperto. Il paese sta investendo massicciamente nel solare e, con l’aumento della capacità installata, anche lì gli episodi di prezzi negativi diventeranno sempre più frequenti. È solo questione di tempo prima che qualche fornitore francese decida di lanciare un’offerta simile, cavalcando un trend che altrove sta già dimostrando di funzionare.
Il punto chiave è che non si tratta di una trovata pubblicitaria. L’offerta di essere pagati per consumare elettricità nasce da una trasformazione strutturale del mercato energetico europeo. Più pannelli solari vengono installati, più si verificano momenti di sovrapproduzione, e più diventa necessario trovare modi intelligenti per gestire quell’eccesso. I fornitori che stanno sperimentando queste tariffe stanno di fatto anticipando quello che potrebbe diventare uno standard nei prossimi anni, almeno nelle ore centrali delle giornate più soleggiate. La crescita del solare in Europa non accenna a rallentare, e con essa continueranno a moltiplicarsi le situazioni in cui produrre energia costa meno che non produrla. Chi saprà adattarsi per primo a questa nuova realtà avrà un vantaggio competitivo non indifferente sul mercato.
