La notizia dell’ennesimo aumento di prezzo di PlayStation Plus ha fatto il giro della rete in pochissimo tempo, e la reazione della community PlayStation è stata tutt’altro che pacifica. A partire dal 20 maggio, l’abbonamento mensile e quello trimestrale costeranno un euro in più. Può sembrare poco, ma per tanti giocatori rappresenta l’ennesima goccia in un vaso che trabocca già da un pezzo.
Il punto centrale della questione è semplice: nel 2026, il multiplayer online dovrebbe essere gratuito. Almeno, questo è quello che pensa una fetta consistente della base utenti. Su PC, ad esempio, giocare online non richiede alcun abbonamento aggiuntivo. Lo stesso vale per diverse piattaforme concorrenti che hanno scelto di non far pagare l’accesso al gioco in rete. Eppure su PlayStation si continua a chiedere un esborso mensile, trimestrale o annuale solo per poter accedere alle funzionalità online dei propri giochi. E ora quel costo sale ulteriormente.
Un euro in più che pesa più di quanto sembra
Si potrebbe pensare che un euro in più non cambi granché. Ma il problema non è tanto la cifra in sé, quanto il principio. Molti giocatori si chiedono cosa stiano ottenendo in cambio di questi continui rincari. PlayStation Plus offre certamente dei vantaggi, tra giochi mensili inclusi e sconti dedicati, ma la percezione diffusa è che il servizio non stia migliorando in modo proporzionale rispetto al prezzo che viene chiesto.
La frustrazione nasce anche dal confronto con il panorama più ampio del gaming. Nel 2026 il mercato videoludico è cambiato profondamente. I modelli free to play dominano le classifiche, i giochi come servizio sono ovunque, e l’idea di pagare per il semplice diritto di giocare online con altri utenti appare a molti come un retaggio di un’epoca passata. Sony, dal canto suo, non sembra intenzionata a cambiare rotta, anzi: la direzione è quella di aumenti graduali ma costanti.
La community PlayStation ha espresso il proprio malcontento attraverso i canali social, i forum e ogni spazio di discussione possibile. Il messaggio è chiaro: l’aumento di prezzo non viene percepito come giustificato. Non perché un euro sia una cifra enorme, ma perché arriva in un momento in cui molti si aspetterebbero il contrario, cioè una riduzione delle barriere d’accesso al gioco online.
Il nodo del multiplayer a pagamento nel 2026
Il tema del multiplayer online a pagamento su console non è nuovo, ovviamente. Esiste da quando Microsoft introdusse il modello con Xbox Live Gold, e Sony seguì a ruota con la generazione PS4. Ma quello che era accettato dieci anni fa oggi lo è molto meno. Il contesto è diverso, le alternative sono più numerose e i giocatori sono più consapevoli di come funzionano le cose sulle altre piattaforme.
La domanda che in tanti si pongono è se Sony possa davvero continuare su questa strada senza conseguenze. Per ora PlayStation Plus resta un pilastro economico fondamentale per l’azienda, e i numeri degli abbonati, per quanto fluttuanti, rimangono significativi. Ma ogni aumento porta con sé il rischio di allontanare una parte dell’utenza, soprattutto quella più casual che magari gioca online solo saltuariamente e fatica a giustificare una spesa ricorrente.
L’aumento scatterà dal 20 maggio e riguarderà sia il piano mensile che quello trimestrale di PlayStation Plus, con un rincaro di un euro per ciascuna delle due formule.
