La candidatura di Bologna come nodo centrale di Frontier AI, la futura rete europea per lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale avanzata, è ormai cosa ufficiale. Il governo italiano ha messo sul tavolo il nome del capoluogo emiliano durante l’incontro tra la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e la commissaria europea all’Innovazione Ekaterina Zaharieva, avvenuto l’11 maggio al Tecnopolo DAMA di Bologna. Il progetto si inserisce nel tentativo dell’Unione Europea di costruire una capacità autonoma nello sviluppo di modelli AI di frontiera, senza dover dipendere da infrastrutture o aziende americane e cinesi. Una partita enorme, e l’Italia vuole giocarla da protagonista.
Ma perché proprio Bologna? La risposta sta in quello che già esiste dentro il Tecnopolo DAMA, che è oggi il principale hub europeo per il supercalcolo e l’intelligenza artificiale. Qui lavora Leonardo, uno dei supercomputer più potenti al mondo, che sarà ulteriormente potenziato dal programma LISA (Leonardo Improved Supercomputing Architecture), pensato specificamente per le applicazioni di AI. E sempre qui ha sede IT4LIA, l’unica AI Factory italiana selezionata dalla Commissione europea tra le prime sette del continente. Infrastrutture di supercalcolo, centri di ricerca internazionali e progetti strategici per la sovranità tecnologica europea convivono tutti nello stesso sito. Non è poco.
I numeri che Bologna mette sul tavolo
A meno di un anno dall’avvio operativo, i numeri di IT4LIA parlano già chiaro: quasi 500 progetti attivati, oltre 550 milioni di ore di calcolo messe gratuitamente a disposizione di università ed enti di ricerca nel solo 2025, per un valore stimato superiore a 130 milioni di euro. Cineca, il consorzio inter-universitario che gestisce l’intera infrastruttura, è il secondo centro di High Performance Computing europeo per produzione scientifica. Il 15% dei lavori pubblicati nel 2024 rientra nel top 10% mondiale per citazioni. Numeri che danno sostanza concreta alla candidatura di Bologna per Frontier AI.
La factory serve ricerca, imprese e pubblica amministrazione, offrendo capacità di calcolo, dati e servizi avanzati per l’intelligenza artificiale. E non è nemmeno a pieno regime: il supercomputer dedicato, dal valore di circa 290 milioni di euro, realizzato con chip Nvidia Blackwell e integrato dall’italiana E4 Computer Engineering, con oltre 160 Exaflops di potenza per l’inferenza, è ancora in fase di installazione nella terza data hall del Tecnopolo. Nel frattempo, da aprile 2025, IT4LIA eroga già i propri servizi attraverso Leonardo.
Un ecosistema costruito in quasi un decennio
La candidatura a Frontier AI non nasce dal nulla. È il passo successivo di un percorso iniziato nel 2017, quando governo e Regione Emilia-Romagna costruirono una strategia coordinata per fare di Bologna un polo scientifico di rilevanza europea. Quella scommessa ha prodotto un ecosistema che oggi comprende anche il data center dell’Ecmwf (il centro europeo per le previsioni meteorologiche), i laboratori dell’Infn (l’Istituto nazionale di fisica nucleare) e infrastrutture di calcolo quantistico. Un insieme che, nelle parole di Bernini, dimostra “un impatto positivo sul tessuto industriale” oltre che sulla ricerca pura.
Bologna non è l’unica candidata in Europa per ospitare un nodo di Frontier AI, questo va detto. La partita è aperta e la competizione tra città europee sarà serrata. Però il capoluogo emiliano arriva al tavolo con qualcosa che molte altre città semplicemente non hanno: le macchine già accese.
