Alcuni smartphone Motorola stanno facendo parlare di sé per una questione piuttosto delicata: aprendo l’app Amazon direttamente dal drawer delle applicazioni, il collegamento passa attraverso un tag affiliato. In pratica, ogni volta che qualcuno apre Amazon dal proprio telefono Motorola, il produttore potrebbe incassare una piccola commissione sugli acquisti effettuati, senza che chi usa il dispositivo ne sia minimamente consapevole. Una pratica che, se confermata su larga scala, solleva interrogativi importanti sul rapporto tra produttori di smartphone e monetizzazione nascosta delle abitudini degli utenti.
Il meccanismo è semplice ma subdolo. Quando si tocca l’icona di Amazon nel cassetto delle app, invece di aprire direttamente l’applicazione in modo pulito, il telefono Motorola fa transitare la richiesta attraverso un link contenente un codice affiliato. Questo codice identifica Motorola come “segnalatore” della visita, e quindi del potenziale acquisto. È lo stesso sistema usato legittimamente da blogger, youtuber e siti web per guadagnare dalle raccomandazioni di prodotti. La differenza enorme, però, è che in quei casi chi clicca sa (o dovrebbe sapere) che si tratta di un link affiliato. Su uno smartphone Motorola acquistato e pagato, la faccenda cambia completamente prospettiva.
La situazione non è uniforme e l’Italia per ora sembra fuori
Un aspetto interessante di tutta la vicenda è che il comportamento non sembra presentarsi allo stesso modo su tutti i dispositivi Motorola. La situazione appare piuttosto frammentata: su alcuni modelli il tag affiliato è stato rilevato chiaramente, mentre su altri non c’è traccia del problema. Questo potrebbe suggerire che la funzionalità sia legata a specifiche configurazioni regionali, a determinati firmware o magari a versioni software distribuite solo in certi mercati.
Per quanto riguarda l’Italia, i test effettuati non hanno evidenziato la presenza del tag affiliato nell’apertura dell’app Amazon. Una buona notizia, almeno per il momento, anche se la mancanza di uniformità nella distribuzione del problema rende difficile escludere del tutto che la situazione possa cambiare in futuro con un aggiornamento software.
Perché questa pratica è considerata grave
Al di là degli aspetti tecnici, quello che rende la questione particolarmente spinosa è il principio che c’è dietro. Chi acquista uno smartphone Motorola sta già pagando per quel prodotto. Scoprire che il produttore continua a monetizzare il dispositivo anche dopo la vendita, inserendo codici affiliati in modo del tutto trasparente solo a chi sa dove guardare, è qualcosa che mina la fiducia del consumatore.
Non si tratta di pubblicità palese o di app preinstallate che si possono rimuovere. Si tratta di un meccanismo silenzioso, nascosto nel modo in cui il telefono gestisce l’apertura di un’applicazione che praticamente tutti usano quotidianamente. Amazon è il più grande store online al mondo, e le commissioni da programma affiliati, anche se singolarmente basse, moltiplicate per milioni di dispositivi venduti possono generare cifre significative.
