Il successo clamoroso di iPhone 17 sta ridefinendo gli equilibri interni della strategia commerciale di Apple, e non necessariamente in modo positivo per i prossimi modelli in arrivo. Secondo i dati di Counterpoint Research, la versione base dello smartphone si è piazzata come il dispositivo più venduto al mondo nel primo trimestre del 2026. Un risultato che ha superato le aspettative di chiunque, analisti compresi.
A trainare i numeri ci sono soprattutto le attivazioni in Cina, dove iPhone 17 ha raggiunto quota 30 milioni di unità. Un dato che racconta qualcosa di significativo: i consumatori cinesi hanno scelto il prodotto Apple per le sue caratteristiche tecniche e il prezzo competitivo, mettendo da parte qualsiasi preferenza legata ai brand locali e ai messaggi nazionalistici che spesso accompagnano le campagne dei concorrenti. Insomma, ha parlato la qualità del prodotto.
E qui viene il bello. Tutta questa popolarità mette Apple davanti a un dilemma strategico non banale in vista della prossima generazione, il cui lancio è previsto per l’inizio del 2027. L’idea sul tavolo sarebbe quella di mantenere iPhone 17 in commercio con una riduzione di prezzo di circa 90 euro, portandolo a un costo finale intorno ai 630 euro.
Il rischio concreto di cannibalizzazione nella futura lineup del 2027
La lineup del 2027 dovrebbe includere iPhone 18e, la variante entry level, con un prezzo di partenza stimato attorno ai 540 euro. Il problema è evidente anche a occhio nudo: se la differenza tra il modello più economico della nuova generazione e il “vecchio” iPhone 17 si riduce a circa 90 euro, la stragrande maggioranza degli acquirenti finirebbe per spendere quel poco in più e portarsi a casa un hardware nettamente superiore. Di fatto, le vendite di iPhone 18e verrebbero azzerate prima ancora di cominciare.
Non è un’ipotesi campata in aria. Le versioni entry level di Apple ricevono spesso critiche per via di specifiche ridotte, come la presenza di una sola fotocamera posteriore, e questo le rende già in partenza meno appetibili. Se poi ci si mette pure la concorrenza interna del modello precedente a prezzo ribassato, il quadro diventa davvero complicato.
Anche iPhone 18 standard potrebbe pagare il prezzo del successo di iPhone 17
La questione non si ferma alla variante economica. Anche iPhone 18 nella sua versione standard rischia di finire schiacciato. Se dovesse debuttare a circa 720 euro offrendo come unico vero aggiornamento di rilievo il chip A20, molti consumatori potrebbero semplicemente preferire il risparmio garantito da iPhone 17 a prezzo scontato. Una scelta razionale, difficile da contrastare con il solo appeal della novità.
Per evitare questo effetto domino, Apple potrebbe trovarsi costretta a riposizionare verso l’alto il prezzo di partenza di iPhone 18 standard, portandolo a circa 810 euro. Una mossa che, tra l’altro, troverebbe giustificazione anche nella situazione attuale legata alle scorte strategiche di memorie DRAM, che stanno riducendo i margini di manovra dell’azienda sui listini e rendono meno praticabili politiche di prezzo aggressive.
