I consumi di energia legati a ChatGPT stanno crescendo a ritmi che fanno impressione, e i numeri che emergono da un’analisi recente raccontano una storia che vale la pena approfondire. Si parla di 2,14 miliardi di prompt e di un impatto elettrico che, almeno a livello nazionale, equivale a oltre 40.500 MW mensili solo per le richieste generate dall’Italia. Cifre che danno una dimensione concreta a qualcosa di cui si discute spesso in modo astratto.
ChatGPT e il peso energetico di 900 milioni di utenti settimanali
Il modello di intelligenza artificiale conversazionale sviluppato da OpenAI ha raggiunto quota 900 milioni di utenti attivi ogni settimana. Tradotto in numeri ancora più grandi, si stima un totale di circa 1,17 trilioni di query all’anno a livello globale. Ogni singola interazione con ChatGPT, ogni domanda posta, ogni prompt inviato, richiede potenza di calcolo nei data center sparsi per il mondo. E quella potenza di calcolo si traduce in elettricità consumata, in calore da dissipare, in infrastrutture che lavorano senza sosta ventiquattro ore su ventiquattro.
Quello che colpisce è la velocità con cui questi volumi sono cresciuti. Non si tratta più di un fenomeno di nicchia o di una curiosità tecnologica: ChatGPT è diventato uno strumento quotidiano per centinaia di milioni di persone, dai professionisti agli studenti, dalle aziende ai semplici curiosi. E ogni volta che qualcuno digita una richiesta, dall’altra parte del sistema si attiva una catena di operazioni computazionali che ha un costo energetico reale, misurabile, e tutt’altro che trascurabile.
L’Italia quinta in Europa per traffico verso ChatGPT
Un dato che merita attenzione riguarda proprio il nostro Paese. L’Italia si posiziona al quinto posto in Europa per volume di traffico generato verso ChatGPT, il che significa che gli utenti italiani contribuiscono in modo significativo al carico complessivo dei server di OpenAI. L’impatto elettrico stimato per le sole richieste provenienti dal territorio nazionale si aggira attorno ai 40.500 MW mensili. Per dare un’idea di cosa significhi, parliamo di una quantità di energia che non passa inosservata nel bilancio complessivo dei consumi digitali del Paese.
Il tema dei consumi di energia legati all’intelligenza artificiale è destinato a restare centrale nei prossimi mesi. Con l’aumento costante degli utenti e con modelli sempre più complessi che richiedono hardware sempre più potente, la domanda energetica associata a servizi come ChatGPT non potrà che salire. I 2,14 miliardi di prompt rappresentano una fotografia del presente, ma la traiettoria punta chiaramente verso numeri ancora più alti. E mentre le big tech investono in data center sempre più grandi, la questione di come alimentarli in modo sostenibile diventa ogni giorno più urgente.
